martedì, 1 dicembre 2020
Medinews
19 Settembre 2011

MITOMICINA INTRAVESCICALE PRIMA DELLA RESEZIONE TRANS-URETRALE DEL TUMORE UROTELIALE PRIMARIO ALLA VESCICA

La somministrazione elettrostimolata (EMDA) di mitomicina intravescicale prima della resezione trans-uretrale di tumori alla vescica (TURBT) sembrerebbe una procedura eseguibile e sicura, che ridurrebbe i tassi di recidiva e allungherebbe l’intervallo libero da malattia rispetto alla diffusione passiva intravescicale di mitomicina dopo TURBT o alla sola TURBT. L’efficacia clinica dell’instillazione intravescicale di chemioterapia immediatamente dopo TURBT è stata recentemente criticata, malgrado la raccomandazione nelle linee guida. I ricercatori italiani hanno comparato le tre procedure in uno studio multicentrico, randomizzato, in gruppi paralleli di pazienti con cancro non muscolo invasivo della vescica ricoverati in tre centri ospedalieri nel periodo 1 gennaio 1994 – 31 dicembre 2003. I pazienti sono stati assegnati a uno dei tre interventi con randomizzazione stratificata bloccata, a sei strati. Pazienti e medici erano a conoscenza dell’assegnazione della procedura, che però era mascherata alle persone che valutavano gli esiti clinici e analizzavano i dati. Gli interventi erano TURBT oppure instillazione con diffusione passiva di mitomicina (40 mg sciolti in 50 mL di acqua sterile in infusione della durata di 60 min) immediatamente dopo TURBT oppure instillazione prima di TURBT con mitomicina EMDA (40 mg sciolti in 100 mL di acqua sterile somministrata in vescica attraverso stimolazione con corrente elettrica alternata di 20 mA per 30 min). Gli endpoint primari erano il tasso di recidiva e l’intervallo libero da malattia. L’analisi statistica era di ‘intention-to-treat’ e il follow-up dello studio è stato portato a termine. Gli autori dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet Oncology (leggi abstract originale) hanno randomizzato 124 pazienti a sola TURBT, 126 a diffusione passiva di mitomicina dopo TURBT e 124 a mitomicina EMDA immediatamente prima della TURBT; 22 pazienti sono stati esclusi dall’analisi perché hanno incontrato i criteri di eleggibilità dopo TURBT (11 erano in stadio pT2 e 11 presentavano carcinoma in situ). Il follow-up mediano è stato di 86 mesi (IQR: 57 – 125). I pazienti che hanno ricevuto mitomicina EMDA prima di TURBT hanno mostrato un tasso di recidiva più basso (44 di 117; 38%) di quelli assegnati a diffusione passiva di mitomicina dopo TURBT (70 di 119; 59%) o a sola TURBT (74 di 116; 64%) (log-rank p < 0.0001). Questi stessi pazienti che hanno ricevuto mitomicina EMDA prima di TURBT hanno manifestato anche un più lungo intervallo libero da malattia (52 mesi, IQR: 32 – 184) di quelli assegnati a diffusione passiva di mitomicina dopo TURBT (16 mesi, IQR: 12 – 168) e a sola TURBT (12 mesi, IQR: 12 – 37) (log-rank p < 0.0001). Tra gli effetti collaterali, sintomi vescicali persistenti sono stati riportati da 18 di 116 pazienti (16%) sottoposti a TURBT (durata 3 – 7 giorni), da 37 di 119 pazienti (31%) nel gruppo assegnato a diffusione passiva di mitomicina dopo TURBT (durata 20 – 30 giorni) e da 24 di 117 pazienti (21%) nel gruppo randomizzato a mitomicina EMDA prima di TURBT (durata 7 – 12 giorni); ematuria rispettivamente in 8 di 116 pazienti (7%), 16 di 119 pazienti (13%) e 11 di 117 pazienti (9%) e infine perforazione della vescica dopo TURBT rispettivamente in 5 di 116 pazienti (4%), 9 di 119 pazienti (8%) e in 7 di 117 pazienti (6%).
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