mercoledì, 1 febbraio 2023
Medinews
16 Novembre 2009

MINISTERO SALUTE, MANUALE PER LA SICUREZZA IN SALA OPERATORIA

Sono 16 le raccomandazioni contenute nel Manuale per la Sicurezza in sala operatoria, messo a punto dal ministero della Salute e presentato dal viceministro Ferruccio Fazio. Nel 2007 sono stati dimessi, in Italia, 4,6 milioni di pazienti di cui quasi 3 milioni sono stati eseguiti in regime ordinario e poco più di 1,6 milioni in day surgery: i volumi di attività chirurgica rappresentano il 40,6% del totale dei ricoveri per acuti. Anche se mancano dati per l’Italia, il tasso di mortalità nelle sale operatorie, in altri Paesi, e’ compreso tra lo 0,4 % e lo 0,8 % e circa la metà degli eventi avversi sono considerati prevenibili. Per rendere più sicuro l’intervento chirurgico e la sala operatoria, il ministero ha approntato il Manuale fatto di 16 raccomandazioni e della checklist elaborate dall’Oms e costruito nella logica del miglioramento di qualità e sicurezza, per cui, “assume particolare rilevanza la sua adozione e le conseguenti azioni di monitoraggio da parte di Regioni, Province Autonome e Aziende sanitarie”. Fazio dopo aver inquadrato “la tematica del rischio clinico in quella più generale del governo clinico, al centro di un ddl”, ha definito “la sicurezza in chirurgia, una priorità di sanità pubblica in quanto le prestazioni chirurgiche richiedono azioni e comportamenti pianificati e condivisi, finalizzati a prevenire l’occorrenza di incidenti perioperatori e la buona riuscita degli interventi”. Un’attenzione particolare e’ stata posta su una questione: l’identificazione corretta del paziente. Anche se “l’errata identificazione” dei pazienti o del sito chirurgico e’ “un evento avverso, si legge nelle raccomandazioni, poco frequente, quando si verifica può provocare gravi conseguenze al paziente e compromettere seriamente la fiducia dei cittadini nei confronti dei professionisti e dell’intero sistema sanitario”. Quindi, le direzioni aziendali devono adottare, “una politica aziendale proattiva – recita il manuale – per la corretta identificazione dei pazienti, del sito e della procedura”. La strategia aziendale per la “corretta identificazione” dei pazienti, del sito e della procedura deve essere “formalizzata dalla direzione aziendale con procedura scritta e comprendere il monitoraggio dell’implementazione, anche tramite verifica della documentazione clinica o di sala operatoria”. Per quel che riguarda la sala operatoria, il manuale pone come raccomandazioni: il numero di persone e professionalità coinvolte, le condizioni acute dei pazienti, la quantità di informazioni richieste, l’urgenza con cui i processi devono essere eseguiti, l’elevato livello tecnologico, la molteplicità di punti critici del processo che possono provocare gravi danni ai pazienti.
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