giovedì, 3 dicembre 2020
Medinews
17 Giugno 2011

MIGLIORE STRATEGIA PER LA RECIDIVA INTRAEPATICA DOPO RESEZIONE CURATIVA DEL CARCINOMA EPATICO

La ripetizione della epatectomia o della terapia ablativa sembra dare risultati migliori rispetto alla TACE nei pazienti recidivanti con meno di due lesioni di dimensioni inferiori a 3 cm. Per valutare la strategia di trattamento più adeguata i ricercatori dell’Osaka Medical College hanno esaminato 151 pazienti sottoposti a epatectomia iniziale per carcinoma epatico. Di questi, 82 hanno manifestato recidiva intraepatica e sono stati suddivisi in due gruppi: gruppo A, con ≤ 2 lesioni tumorali, ciascuna di 3 cm, e gruppo B, con caratteristiche che superavano i limiti stabiliti per il gruppo A. La sopravvivenza e il trattamento sono stati analizzati retrospettivamente nei due gruppi al fine di identificare le modalità terapeutiche migliori per contrastare la recidiva intraepatica. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Gastrointestinal Surgery (leggi abstract originale) ha indicato una sopravvivenza globale a 5 anni e un tasso di recidiva rispettivamente del 65 e 58%. Le percentuali di sopravvivenza globale a 1, 3 e 5 anni dopo recidiva erano migliori nel gruppo A (rispettivamente 100%, 76% e 54%) che nel gruppo B (rispettivamente 74%, 23% e 5.8%; p < 0.001). I background clinici non erano differenti per le diverse modalità di trattamento. Dei 43 pazienti nel gruppo A, 10 sono stati sottoposti a epatectomia, 21 a terapia ablativa e 12 a chemio-embolizzazione transarteriosa (TACE). La percentuale di sopravvivenza dopo epatectomia era simile a quella osservata dopo la terapia ablativa e risultava significativamente migliore di quella dopo TACE (p = 0.0248). Nei 39 pazienti assegnati al gruppo B, i risultati della TACE erano invece simili a quelli osservati con le altre modalità terapeutiche dopo recidiva. Lo studio suggerisce che qualsiasi trattamento può risultare più efficace della migliore cura di supporto, ma anche che l’esito è comunque più sfavorevole per i pazienti che presentano alla recidiva più di 3 lesioni di dimensioni superiori a 3 cm.
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