lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
24 Marzo 2009

METODO DI TRATTAMENTO INFLUENZA APPLICABILITÀ DEI SISTEMI DI STADIAZIONE NEL CARCINOMA EPATICO

L’analisi su un’ampia coorte di pazienti di Taiwan ha evidenziato la variabilità dell’applicazione dei sistemi di stadiazione in relazione alle scelte di trattamento. Lo scopo di questo studio, pubblicato nella rivista European Journal of Cancer (leggi abstract originale), era di valutare sei diversi metodi di stadiazione prognostica (Okuda, TNM, CLIP, BCLC, JIS e Tokyo) in relazione alla previsione di sopravvivenza nei pazienti con epatocarcinoma. Nello studio sono stati inclusi 2010 pazienti di Taiwan dai quali al momento della diagnosi sono state raccolte le caratteristiche del tumore, quelle demografiche e i relativi valori di laboratorio. I fattori predittivi di sopravvivenza includevano: livelli serici di albumina, bilirubina totale, fosfatasi alcalina, alfa-fetoproteina, ascite, dimensioni della massa tumorale e invasione della vena porta. Il punteggio Tokyo era quello che forniva maggiori informazioni dal punto di vista della previsione della sopravvivenza dei pazienti con epatocarcinoma come tali, sia che essi fossero sottoposti a resezione chirurgica che a chemioembolizzazione transarteriosa. Invece, il punteggo CLIP rappresentava il migliore sistema per i pazienti che ricevevano chemioterapia o trattamento sintomatico. Ciascun sistema di stadiazione ha mostrato significative differenze predittive della probabilità di sopravvivenza tra i diversi stadi.
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