lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
2 Dicembre 2008

MELPHALAN, PREDNISONE E TALIDOMIDE IN PAZIENTI ANZIANI CON MIELOMA MULTIPLO

Un gruppo di ricercatori italiani ha confermato l’efficacia della combinazione orale di melphalan, prednisone e talidomide (MPT) sulla sopravvivenza libera da progressione (SLP) senza alcun vantaggio sulla sopravvivenza globale rispetto all’associazione melphalan-prednisone (MP). L’analisi iniziale dell’utilizzo della combinazione MPT in pazienti con nuova diagnosi di mieloma multiplo aveva mostrato una percentuale di risposta maggiore e una più lunga SLP rispetto alla combinazione standard MP, suggerendo un miglioramento della sopravvivenza. L’aggiornamento dei dati, pubblicato nella rivista Blood (leggi abstract originale), relativo a efficacia e sicurezza della combinazione, ha dimostrato che i pazienti randomizzati a ricevere MPT o MP per via orale avevano rispettivamente una SLP mediana di 21.8 mesi e di 14.5 mesi (p = 0.004) dopo un follow-up mediano di 38.1 mesi. La sopravvivenza globale (SG) era invece di 45.0 mesi per MPT e 47.6 mesi per la combinazione standard (p = 0.79). In diversi sottogruppi di pazienti, MPT ha migliorato la SLP indipendentemente dall’età, dalla concentrazione serica di b2-microglobulina o dall’elevato ISS (International Staging System). La somministrazione di talidomide o bortezomib come terapia di salvataggio ha prolungato significativamente la sopravvivenza dopo progressione nel gruppo MP (p = 0.002) ma non in quello in trattamento con MPT (p = 0.34). L’utilizzo di nuovi agenti nel trattamento delle recidive potrebbe in futuro fornire spiegazione ai risultati di questo studio.
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