sabato, 28 gennaio 2023
Medinews
18 Ottobre 2010

MELPHALAN, PREDNISONE E LENALIDOMIDE VS MELPHALAN E TRAPIANTO AUTOLOGO NEL MIELOMA DI NUOVA DIAGNOSI

Uno studio di fase III, presentato a Milano durante il 35mo Congresso ESMO, conferma l’efficacia e la sicurezza dell’induzione con lenalidomide e prednisone, ma indica anche che la qualità della risposta migliora con il consolidamento sia con melphalan, prednisone e lenalidomide, che con tandem melphalan (MEL200 con cellule staminali). La chemioterapia ad alte dosi associata a cellule staminali emopoietiche aumenta la qualità della risposta e allunga la sopravvivenza nel mieloma multiplo. Ricercatori italiani e l’Italian Multiple Myeloma Network del Gimema, in collaborazione con colleghi israeliani, hanno esaminato il ruolo della chemioterapia ad alte dosi, quando un nuovo farmaco sia associato alla terapia convenzionale o al trapianto autologo. La ciclofosfamide con G-CSF è stata usata per mobilizzare le cellule staminali. Dei 402 pazienti con mieloma multiplo di nuova diagnosi, che avevano ricevuto lenalidomide (25 mg ai giorni 1-21) e basse dosi di desametasone (40 mg ai giorni 1, 8, 15, 22) in fase di induzione (4 cicli di 28 giorni), 202 sono stati randomizzati a consolidamento con lenalidomide (10 mg ai giorni 1-21), melphalan (0.18 mg/kg ai giorni 1-4) e prednisone (2 mg/kg ai giorni 1-4) per 6 cicli di 28 giorni e 200 pazienti a MEL200 (tandem melphalan 200 mg/m2 con supporto di cellule staminali). Endpoint primario dello studio era la sopravvivenza libera da progressione. I pazienti presentavano caratteristiche simili e l’età mediana era 58 anni in entrambe i gruppi. Dopo induzione con lenalidomide e desametasone, la percentuale di risposta parziale era 83% e quella di risposta parziale molto buona del 34%, che includeva un tasso di risposta completa del 6%. La resa mediana di cellule CD34+ era 8.85×106 cellule CD34+/kg e il 94% dei pazienti ha fornito una dose minima di 2×106 cellule CD34+/kg. Dopo 3 cicli della combinazione lenalidomide-melphalan-prednisone, il tasso di risposta parziale molto buona era 56% e la risposta completa era 14%. Dopo il primo trattamento MEL200, il tasso di risposta parziale molto buona era 52% e di risposta completa era 25%. Dopo un periodo mediano di follow-up di 12 mesi, sono stati osservati tassi di risposta, sopravvivenza libera da progressione e sopravvivenza globale comparabili nei due gruppi. In un sottostudio, alcuni pazienti sono stati randomizzati ad aspirina o eparina a basso peso molecolare per la tromboprofilassi. L’incidenza di trombosi venosa profonda è stata rispettivamente del 2 e 1% (p = 0.68). La fase di induzione con lenalidomide e desametasone è stata ben tollerata: gli eventi avversi di grado 3 e 4 erano inferiori al 10% e le morti precoci erano pari al 2%. Entrambi i trattamenti hanno migliorato la qualità della risposta, ma dato il breve follow-up la sopravvivenza libera da progressione e globale non risultavano significativamente differenti nei due gruppi.
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