mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
29 Giugno 2010

MELANOMA METASTATICO, ANTICORPO MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA

Un anticorpo monoclonale che blocca l’antigene 4 associato ai linfociti T-citotossici (CTLA-4) e potenzia quindi la risposta antitumorale delle cellule T, l’ipilimumab, migliora la sopravvivenza globale nei pazienti con melanoma in stadio avanzato precedentemente trattati senza successo. Lo studio di fase 3, pubblicato nella rivista New England Journal of Medicine (leggi abstract originale), ha valutato la terapia con ipilimumab in associazione o meno ad un vaccino peptidico con glicoproteina 100 (gp100), rispetto allo stesso vaccino da solo in pazienti che avevano mostrato progressione durante la somministrazione di altra terapia per il melanoma metastatico. Un totale di 676 pazienti HLA-A*0201-positivi con melanoma non operabile in stadio III o IV, che avevano mostrato progressione della malattia durante un precedente trattamento delle metastasi, sono stati randomizzati in rapporto 3:1:1 a ricevere ipilimumab e gp100 (403 pazienti), ipilimumab da solo (137) o vaccino gp100 da solo (136). Ipilimumab (3 mg/kg di peso corporeo) è stato somministrato in associazione o meno a gp100 ogni 3 settimane fino a 4 trattamenti (induzione). Nello studio i pazienti eleggibili potevano ricevere una terapia di re-induzione e l’endpoint primario era la sopravvivenza globale. I pazienti che hanno ricevuto ipilimumab e gp100 hanno mostrato una sopravvivenza globale mediana di 10.0 mesi, rispetto ai 6.4 mesi osservati in quelli trattati con solo gp100 (hazard ratio per decesso 0.68; p < 0.001). La sopravvivenza globale mediana era 10.1 mesi (hazard ratio per decesso rispetto a gp100 da solo 0.66; p = 0.003) nei pazienti trattati con solo ipilimumab. Non è stata osservata differenza statistica tra i due gruppi di pazienti trattati con ipilimumab (hazard ratio con ipilimumab e gp100 1.04; p = 0.76). Eventi avversi di tipo immune di grado 3 e 4 sono stati rilevati nel 10 e 15% dei pazienti trattati con ipilimumab e nel 3% di quelli trattati con solo gp100. Gli eventi avversi, seppur gravi e duraturi, erano per la maggior parte reversibili con un trattamento appropriato. A causa del farmaco in studio sono deceduti 14 pazienti (2.1%), 7 invece per eventi avversi di tipo immune.
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