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14 Maggio 2012

MELANOMA CUTANEO IN STADIO INIZIALE: ESITI MIGLIORI NELLE DONNE

Il sesso femminile presenta un vantaggio relativo costante e indipendente del 30% circa in tutti gli aspetti di progressione del melanoma localizzato. Vari studi hanno osservato una prognosi del melanoma cutaneo migliore nelle donne e hanno ipotizzato che fattori comportamentali o meccanismi biologici sottostanti fossero responsabili di questa differenza tra i sessi. Utilizzando dati completi e affidabili del follow-up di 4 studi di fase III effettuati dal Gruppo Melanoma dell’EORTC (European Organisation for Research and Treatment of Cancer), i ricercatori europei hanno esplorato il vantaggio del sesso femminile sia su endpoint multipli che in relazione ad altri importanti indicatori prognostici. I pazienti con diagnosi di melanoma localizzato erano inclusi negli studi di trattamento adiuvante dell’EORTC n. 18832, 18871, 18952 e 18961 ed erano stati randomizzati nel periodo 1984 – 2005. Modelli di rischio proporzionale di Cox sono stati utilizzati per calcolare il rischio (hazard ratio, HR) e gli intervalli di confidenza (IC) al 95% per le donne rispetto agli uomini, con aggiustamento per età, spessore di Breslow, localizzazione, ulcerazione, dissezione linfonodale e trattamento. Lo studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) ha incluso 2672 pazienti con melanoma in stadio I/II. Le donne hanno mostrato un vantaggio altamente costante e indipendente di sopravvivenza globale (HR aggiustato 0.70, IC 95%: 0.59 – 0.83), sopravvivenza malattia-specifica (HR aggiustato 0.74, IC 95%: 0.62 – 0.88), tempo alle metastasi linfonodali (HR aggiustato 0.70, IC 95%: 0.51 – 0.96) e di quello alle metastasi a distanza (HR aggiustato 0.69, IC 95%: 0.59 – 0.81). Analisi di sottogruppo hanno inoltre indicato che il vantaggio nelle donne era costante in tutti i sottogruppi prognostici, con possibile eccezione dei melanomi di testa e collo, e nei gruppi in età pre- e post-menopausale. Le donne, in conclusione, mostrano un vantaggio relativo indipendente e costante di circa il 30% in tutti gli aspetti della progressione del melanoma localizzato, verosimilmente per una differenza biologica intrinseca di genere.
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