lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
15 Settembre 2017

Measuring Toxic Effects and Time to Treatment Failure for Nivolumab Plus Ipilimumab in Melanoma

Nivolumab plus ipilimumab (nivo + ipi) is a standard treatment of advanced melanoma. Two randomized trials describe high objective response rates by Response Evaluation Criteria in Solid Tumors. The trials assessed toxic effects using the Common Terminology Criteria for Adverse Events (CTCAE), which may underestimate incidence of clinically significant immune-related adverse events (AEs). To describe detailed toxic effects and time to treatment failure of … (leggi tutto)

Il lavoro comprende una casistica non particolarmente corposa e riguarda unicamente pazienti affetti da melanoma, ma può essere un’utile comunicazione nell’era dell’immunoterapia, che sta trovando ampi spazi in molte patologie oncologiche ed essendo in corso molti trials clinici (in diversi setting di pazienti) che valutano l’associazione di più immunoterapici.
Si tratta di un’esperienza in singola istituzione e, in particolare, di una coorte di 64 pazienti nell’ambito del CheckMate 218 EAP, con arruolamento compreso fra dicembre 2014 e gennaio 2016 al Memorial Sloan Kettering Cancer Center. I pazienti ricevevano nivolumab 1 mg/kg e ipilimumab 3 mg/kg ogni 3 settimane fino ad un massimo di 4 somministrazioni, seguite da nivolumab 3 mg/kg ogni 2 settimane (oppure pembrolizumab 2 mg/kg ogni 3 settimane) fino a tossicità inaccettabile, progressione o risposta completa.
Complessivamente il 39% dei pazienti ha completato le 4 somministrazioni di nivolumab più ipilimumab; tra quelli che non hanno completato le 4 somministrazioni, nell’80% dei casi questo era dovuto a tossicità ed eventi immuno-correlati clinicamente rilevanti (grado 2 o superiore e/o richiedente utilizzo di steroide) sono stati osservati nel 91% dei pazienti (con una mediana di 2 per paziente). In totale, 31 pazienti (48%) non hanno fatto il mantenimento con il PD-1 inibitore.
Tra i 50 pazienti liberi da fallimento terapeutico a 12 settimane nessuna differenza significativa veniva registrata fra quelli in cui era stato o non era stato attuato un cambiamento terapeutico dovuto ad un evento tossico, con un tasso di fallimento terapeutico a un anno pari al 25% in entrambe i sottogruppi.
Eventi avversi immuno-correlati: dei 58 pazienti per cui si registrava un evento immuno-correlato clinicamente significativo, il 72% necessitava di trattamento steroideo e infliximab o micofenolato nel 25% dei casi (n = 16). Più nel dettaglio: 7 pazienti sviluppavano iperglicemia (11%), 32 (50%) necessitavano di una visita urgente nel reparto di appartenenza e 23 (36%) un’ospedalizzazione dovuta all’evento immuno-correlato. Tra i 31 pazienti che interrompevano la combinazione per una manifestazione di tossicità, 4 (13%) hanno poi sviluppato un nuovo evento immuno-correlato a distanza di più di 16 settimane dall’interruzione di trattamento. Pur con gli importanti limiti (numerici, disegno dello studio, singola istituzione, ecc) questa pubblicazione offre sicuramente spunti di riflessione sulle terapie di combinazione IO/IO.
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