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12 Maggio 2010

MARCATORI PROGNOSTICI E TARGET TERAPEUTICI PER IL CARCINOMA EPATICO

La conoscenza dei meccanismi genici coinvolti nello progressione del tumore permetterà lo sviluppo di terapie mirate volte a prolungare la sopravvivenza

Il carcinoma epatico è il quinto tumore più frequente nell’uomo ed è ancora una malattia mortale; e, d’altra parte, le terapie farmacologiche non migliorano la prognosi dei pazienti con tumore non resecabile. Questo enfatizza la necessità di identificare nuovi target per la diagnosi precoce, la chemio-prevenzione e il trattamento di questo tumore. Nuove evidenze suggeriscono che l’esito clinico dell’epatocarcinoma potrebbe riflettere una predisposizione genetica allo sviluppo e alla progressione del cancro. Sono stati anche identificati numerosi loci che controllano la progressione del tumore nei roditori. Nella revisione pubblicata in Molecular Aspects of Medicine (leggi abstract originale), gli autori riassumono i risultati degli studi più recenti sui meccanismi effettori dei geni di suscettibilità/resistenza, responsabili della progressione del carcinoma epatico, per identificare nuovi marcatori prognostici putativi e target terapeutici del tumore. Una eccessiva amplificazione ed espressione di c-myc, l’alterazione delle interazioni tra iNOS e il segnale IKK/NF-kB e RAS/ERK, l’ubiquità di ERK e degli inibitori del ciclo cellulare e la de-regolazione di FOXM1 e dei geni chiave del ciclo cellulare sono tutti meccanismi alterati in noduli displasici in rapida progressione e nel carcinoma epatico, indotti in roditori geneticamente suscettibili, rispetto a quanto osservato in lesioni di ratti resistenti. In particolare, alterazioni di questi meccanismi in sottotipi umani di carcinoma epatico, a prognosi sfavorevole o favorevole, sono confrontabili con quelle in ratti geneticamente suscettibili o resistenti, rispettivamente, e agiscono come marcatori prognostici e target terapeutici. Tentativi di curare l’epatocarcinoma in fase avanzata con la terapia molecolare verso target specifici ha portato a modesti benefici di sopravvivenza. Quindi, ulteriori sforzi sono necessari per identificare e testare, in studi preclinici e clinici, nuovi target terapeutici per trattamenti molecolari combinati del carcinoma epatico. Questi ultimi potranno trarre vantaggio dall’analisi comparativa della trasduzione del segnale nel carcinoma epatico in diverse forme di progressione, sia nel ratto che nell’uomo.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2010
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