venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
7 Giugno 2012

MAGGIORI LE INFORMAZIONI SULLA PROGNOSI DI CARCINOMA EPATICO FORNITE DALL’ISTOLOGIA DOPO AGOBIOPSIA

Nonostante i possibili errori di campionamento, l’agobiopsia offre ulteriori dettagli prognostici, specialmente la colorazione di K19

I carcinomi epatici presentano elevata eterogeneità biologica, tuttavia gli attuali punteggi prognostici non includono l’istologia. L’informazione oggi disponibile, sul comportamento del tumore che si basa sull’istologia, è fondata su dati retrospettivi e un ampio numero di campioni tessutali. I ricercatori dell’Università Cattolica di Lovanio hanno valutato prospettivamente il valore addizionale dell’agobiopsia e della determinazione di cheratina 19 (K19) in pazienti con diagnosi di carcinoma epatico confermata dopo agobiopsia transcutanea o laparoscopica al momento della diagnosi e stadio BCLC (Barcelona Clinic Liver Cancer) A, B o C, tra il 2003 e il 2008, inclusi nello studio pubblicato sulla rivista Hepatology Research (leggi abstract originale). Unico criterio di esclusione era la cura palliativa. Le biopsie sono state classificate secondo invasione microvascolare, differenziazione, colorazione di K19, molecola di adesione alle cellule epiteliali (ECAM) e alfa-fetoproteina. Le caratteristiche cliniche e radiologiche sono state registrate al momento della biopsia. Il valore aggiunto di K19 è stato calcolato con regressione del rischio proporzionale di Cox. Dei 74 pazienti valutati, 58 sono stati inclusi nello studio. Sulla base della classificazione BCLC, il 41% dei pazienti presentava malattia in stadio iniziale (BCLC A), il 16% in stadio intermedio (BCLC B) e il 43% in stadio avanzato (BCLC C). Nove pazienti presentavano positività alla colorazione K19 (16%). Il follow-up mediano è stato di 54 mesi (range: 1 – 74) e 43 pazienti (72%) sono deceduti. Nel presente studio, la classificazione BCLC ha offerto una prognosi accurata, ma l’istologia ha fornito informazioni addizionali. In analisi multivariata, K19 è stato evidenziato quale potente fattore predittivo di sopravvivenza globale (hazard ratio 4.57, intervallo di confidenza 95%: 1.86 – 10.6), che ha migliorato la performance predittiva. Nessuna disseminazione è stata osservata lungo il decorso dell’ago durante lil prelievo. In conclusione, malgrado i possibili problemi di campionamento, l’agobiopsia offre ulteriori informazioni prognostiche, specialmente per quanto riguarda la colorazione K19.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Giugno 2012
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