mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
16 Ottobre 2013

LOMBARDIA, TROPPI I TAGLI ALLA SANITÀ PER L’85% DEGLI ONCOLOGI

L’85% degli oncologi lombardi sente il peso dei tagli alla sanità ed è preoccupato per le possibili conseguenze sulle qualità delle cure dei pazienti con cancro. Servono strumenti per favorire la sostenibilità del sistema e liberare risorse: solo così sarà possibile garantire a tutti i cittadini l’accesso ai farmaci innovativi. I biosimilari attualmente in commercio si sono rivelati sicuri. Infatti il 73% degli oncologi sostiene che, nei pazienti mai trattati prima, questi prodotti, se disponibili a un prezzo inferiore rispetto all’originatore, debbano essere preferiti. Ma l’arrivo nei prossimi anni dei biosimilari di anticorpi monoclonali apre interrogativi sulla loro efficacia e sicurezza. Se per il 39% degli specialisti questi prodotti possono favorire il contenimento dei costi, per il 45% è più utile cercare margini di risparmio in altre voci di spesa. E il 16% afferma che le criticità (su efficacia e sicurezza) sono troppe. Per il 65% i biosimilari infatti possono funzionare in maniera diversa rispetto all’originatore e per il 24% presentano un diverso grado di immunogenicità (capacità di indurre una reazione immunitaria nell’organismo, che ogni preparato biologico può scatenare). Il 91% ritiene inoltre che la decisione sulla sostituibilità debba essere di esclusiva competenza dell’oncologo. I dati emergono dal sondaggio condotto dall’AIOM fra i soci della Lombardia e presentato nel seminario “Biosimilari da anticorpi monoclonali in oncologia. La sicurezza del paziente prima di tutto”, che si è svolto lo scorso 4 ottobre a Milano presso Palazzo Pirelli. È il settimo di un tour nazionale che prevede nove incontri regionali promossi dall’AIOM con il patrocinio della SIFO e della SIF. “A differenza delle molecole già in commercio, come le eritropoietine, i fattori di crescita granulocitari e gli ormoni della crescita – ha affermato il Presidente AIOM Stefano Cascinu -, i biosimilari di anticorpi monoclonali presentano una maggiore complessità strutturale. Per questo è necessario prestare particolare attenzione al tema dell’estensione d’uso per indicazioni diverse da quelle contenute nel dossier registrativo, che potrebbe risultare inadeguata specie per molecole quali gli anticorpi monoclonali. Ogni nuova indicazione terapeutica dovrebbe essere sottoposta ad iter registrativo specifico”. Per il 77% degli oncologi lombardi i biosimilari di anticorpi monoclonali sono più complessi di quelli oggi disponibili, richiedono processi di vigilanza più accurati e appositi registri e studi clinici con endpoint validati.
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