Medinews
23 Maggio 2019

Local Consolidative Therapy Vs. Maintenance Therapy or Observation for Patients With Oligometastatic Non-Small-Cell Lung Cancer: Long-Term Results of a Multi-Institutional, Phase II, Randomized Study

Our previously published findings reported that local consolidative therapy (LCT) with radiotherapy or surgery improved progression-free survival (PFS) and delayed new disease in patients with oligometastatic non–small-cell lung cancer (NSCLC) that did not progress after front-line systemic therapy. Herein, we present the longer-term overall survival (OS) results accompanied by additional secondary end points. This multicenter, randomized, phase II trial … (leggi tutto)

Con un lungo follow-up di questo studio di fase II, gli autori confermano la superiorità del consolidamento terapeutico con trattamento locale vs terapia di mantenimento o semplice osservazione in malattia oligometastatica (NSCLC).
Pazienti affetti da NSCLC in stadio avanzato con ≤ 3 metastasi e senza progressione ad almeno 3 mesi (o più) dal termine della prima linea di terapia venivano randomizzati (1:1) a terapia di mantenimento o semplice osservazione (n = 24) o trattamento consolidativo locale con radioterapia o chirurgia di tutti i siti metastatici (n =25). L’arruolamento veniva chiuso dopo l’inserimento di 49 pazienti dato il significativo vantaggio (in termini di sopravvivenza libera da progressione, PFS) nel braccio con trattamento consolidante.
Con un follow-up di 38,8 mesi (range: 28,3 – 61,4 mesi), il vantaggio in PFS viene mantenuto (PFS mediana: 14,2 mesi vs 4,4 mesi; p = 0,022). La sopravvivenza globale (OS) mediana risulta di 41,2 mesi nel braccio con consolidamento locale vs 17,0 mesi (p = 0,017).
Pur in assenza di una definizione universale e univoca di “malattia oligometastatica” è chiaro che questi dati siano molto interessanti, soprattutto per alcuni sottogruppi di pazienti (vd oncogene addicted) sebbene alcuni segnali di tossicità vadano meglio letti ed interpretati, e probabilmente numerosità superiori potranno meglio dirimere chi di questi pazienti possa trarre un assoluto beneficio da questo approccio.
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