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Medinews
2 Luglio 2013

LO SCREENING PROSPETTICO FAVORISCE LA DIAGNOSI DI CARCINOMA EPATICO POTENZIALMENTE CURABILE

Storicamente, solo il 10% dei pazienti con carcinoma epatico riceve la diagnosi del tumore in fase iniziale, e quindi in stadio potenzialmente curabile. In questo studio, pubblicato su Hepato Pancreato Biliary Oxford, rivista ufficiale dell’International Hepato Pancreato Biliary Association (leggi abstract), i pazienti con epatite virale cronica sono stati esaminati prospetticamente per determinare sia la proporzione di quelli che ricevevano diagnosi di carcinoma epatico potenzialmente curabile che la sopravvivenza dopo terapia a scopo curativo. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Istituto Nazionale Tumori, G. Pascale di Napoli, in collaborazione con colleghi dell’Università Federico II di Napoli e dell’Università del Texas, MD Anderson Cancer Center di Houston, ha incluso 8900 pazienti con epatite virale cronica arruolati in un programma prospettico di screening, di cui 1335 (15.0%) avevano infezione da virus dell’epatite B (HBV), 7120 (80.0%) infezione da virus dell’epatite C (HCV) e 445 (5.0%) con infezione da HBV e HCV. Lo screening è stato effettuato ogni 6 mesi e includeva la misurazione dei livelli sierici di alfa-fetoproteina (AFP) e l’ecografia. Trattamenti curativi includevano il trapianto di fegato, la resezione epatica, l’ablazione in radiofrequenza e/o l’iniezione di etanolo. I risultati indicano che il carcinoma epatico è stato diagnosticato in 765 pazienti (8.6%). Tra i 1602 pazienti che presentavano cirrosi, 758 (47.3%) hanno sviluppato carcinoma epatico. Il trattamento curativo è stato possibile per 523 dei 765 pazienti con carcinoma epatico (68.4%). I tassi a 2 e 5 anni di sopravvivenza globale nel gruppo sottoposto a trattamento curativo erano rispettivamente del 65 e 28%, rispetto al 10 e 0% nel gruppo che ha manifestato la malattia in fase avanzata (p < 0.001). In conclusione, lo screening prospettico di pazienti ad alto rischio di sviluppare carcinoma epatico aumenta la proporzione di quelli che ricevono la diagnosi di malattia potenzialmente curabile. Questo può risultare in un aumento del numero di sopravviventi a lungo termine. Secondo gli autori, strategie di screening dovrebbero essere focalizzate sui pazienti con infezione cronica da HBV e HCV che hanno mostrato progressione della malattia a cirrosi, perché più del 40% di questi pazienti svilupperà il tumore.
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