lunedì, 23 novembre 2020
Medinews
3 Aprile 2012

LIVELLI DI VEGF PREDICONO LA PROGNOSI IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO DOPO RESEZIONE PARZIALE

Le concentrazioni sieriche e tissutali del fattore VEGF aumentano in questi pazienti e correlano con la recidiva del tumore dopo asportazione parziale e possono essere utilizzate per la stima del rischio post-operatorio di recidiva. Ricercatori dello State Key Laboratory of Oncology della Cina del Sud hanno valutato l’effetto dell’espressione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) sulla prognosi del carcinoma epatico dopo resezione parziale dell’organo. Hanno perciò misurato l’espressione di VEGF in 64 campioni ematici, prelevati prima della procedura chirurgica, e tissutali, ottenuti durante la resezione del carcinoma confermato patologicamente, con dosaggio ELISA (enzyme-linked immunosorbent assay) e immuno-istochimico. Hanno infine analizzato le correlazioni tra livello di VEGF e le caratteristiche clinico-patologiche. Il modello di regressione di Cox è stato utilizzato per analizzare i fattori di rischio di recidiva dopo epatectomia. Lo studio pubblicato sulla rivista Hepato-Gastroenterology (leggi abstract originale) ha indicato nei pazienti con carcinoma epatico livelli serici di VEGF pari a 334.50 ± 247.62 pg/mL, significativamente più elevati di quelli osservati nel gruppo di controllo sano (p < 0.01); il dato era statisticamente più alto anche nei pazienti che hanno manifestato recidiva rispetto a quelli che non l’hanno sviluppata (p < 0.05). Il VEGF era espresso nel citoplasma dei campioni di carcinoma analizzati. Le percentuali di pazienti VEGF-positivi erano significativamente più elevate in quelli che hanno manifestato recidiva rispetto ai non recidivanti (85.0 vs 54.5%; p < 0.05). I tassi di sopravvivenza libera da malattia a 1, 2 e 3 anni erano significativamente più alti nel gruppo VEGF-negativo che in quello VEGF-positivo (rispettivamente 81.3 vs 52.2%, 68.8 vs 33.3% e 62.5 vs 29.1%; p < 0.01) e quelli di sopravvivenza globale erano significativamente ‘borderline’ più alti nel sottogruppo di pazienti VEGF-negativi di quelli nel sottogruppo VEGF-positivo (p = 0.068). L’analisi multivariata ha rivelato che i noduli disseminati macroscopici pre-operatori, le micrometastasi tumorali, i livelli di VEGF nel siero e nel tessuto tumorale erano tutti fattori indipendenti di rischio di recidiva. In conclusione, gli autori hanno osservato un incremento dei livelli, sia nel siero che nel tessuto tumorale, di VEGF nei pazienti con carcinoma epatico; questi correlano con la recidiva del tumore dopo resezione parziale del fegato e possono quindi essere utilizzati per la stima del rischio di recidiva post-operatoria del carcinoma epatico.
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