lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
7 Marzo 2012

LIVELLI DI VEGF NELLA PREVISIONE DELLA PROGNOSI IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO DOPO RESEZIONE PARZIALE

Le concentrazioni nel siero e nel tessuto tumorale aumentano e correlano con la recidiva dopo asportazione parziale; possono quindi essere utilizzate per la stima del rischio post-operatorio

Ricercatori cinesi hanno valutato l’effetto dell’espressione del fattore di crescita dell’endotelio vascolare (VEGF) sulla prognosi del carcinoma epatico dopo resezione parziale del fegato. Hanno quindi misurato l’espressione di VEGF in 64 campioni ematici prelevati prima della procedura chirurgica e in campioni tessutali ottenuti dalla resezione del carcinoma, confermato patologicamente, con dosaggio ELISA (enzyme-linked immunosorbent assay) e immuno-istochimico. Hanno infine analizzato le correlazioni tra livello di VEGF e le caratteristiche clinico-patologiche. Il modello di regressione di Cox è stato utilizzato per analizzare i fattori di rischio di recidiva dopo epatectomia. Lo studio pubblicato sulla rivista Hepato-Gastroenterology (leggi abstract originale) ha indicato livelli sierici di VEGF pari a 334.50 ± 247.62 pg/mL nei pazienti con carcinoma epatico, significativamente più elevati di quelli osservati nei pazienti sani (p < 0.01); il dato era significativamente più alto anche nel gruppo che ha manifestato nuovamente la malattia rispetto a quelli senza recidiva (p < 0.05). VEGF era espresso nel citoplasma dei campioni di carcinoma analizzati. Le percentuali dei pazienti VEGF-positivi erano significativamente più elevate in quelli che hanno manifestato recidiva rispetto ai non recidivanti (85.0 vs 54.5%; p < 0.05). E i tassi di sopravvivenza libera da malattia a 1, 2 e 3 anni erano significativamente più alti nel gruppo VEGF-negativo che in quello VEGF-positivo (rispettivamente 81.3 vs 52.2%, 68.8 vs 33.3% e 62.5 vs 29.1%; p < 0.01). I tassi di sopravvivenza globale nel sottogruppo di pazienti VEGF-negativi erano significativamente ‘borderline’ più alti di quelli nel sottogruppo VEGF-positivo (p = 0.068). L’analisi multivariata ha rivelato che i noduli macroscopici pre-operatori disseminati, le micrometastasi tumorali, i livelli di VEGF nel siero e nel tessuto tumorale erano tutti fattori indipendenti del rischio di recidiva. In conclusione, gli autori hanno osservato un incremento dei livelli, sia nel siero che nel tessuto tumorale, di VEGF nei pazienti con carcinoma epatico; questi correlano con la recidiva dopo resezione parziale del fegato e possono quindi essere utilizzati per la stima del rischio post-operatorio di recidiva del carcinoma epatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 2 – Marzo 2012
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