venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
7 Febbraio 2012

L’INSUFFICIENZA CARDIACA PORTA A DECLINO COGNITIVO E COMPLICA LA GESTIONE DELLA CURA

L’insufficienza cardiaca è associata a un certo grado di declino neurologico. La prova giunge da uno studio pubblicato online dallo European Heart Journal. Ricercatori guidati da Osvaldo Almeida del Centro per la salute e l’invecchiamento di Perth, in Australia, hanno condotto test cognitivi su 35 pazienti con insufficienza cardiaca, 56 pazienti con cardiopatia ischemica (associata frequentemente all’insufficienza cardiaca) e 64 persone sane senza insufficienza cardiaca o cardiopatia ischemica. Mediante risonanza magnetica, sono state anche valutate le differenze nei volumi neuronali (sostanza ‘grigia’) in diverse localizzazioni encefaliche. Sia la cardiopatia ischemica che l’insufficienza cardiaca sono risultate condizioni associate a una perdita di cellule in alcune regioni del cervello rilevanti per la modulazione delle emozioni e l’attività mentale. “Tale perdita risulta però più pronunciata nei malati con scompenso cardiaco – ha spiegato il prof. Almeida -. Queste persone mostrano leggeri deficit nelle abilità cognitive rispetto ai sani e, in accordo con l’osservazione precedente, tali carenze sono più evidenti negli scompensati che hanno pertanto più difficoltà anche ad aderire ai consigli medici e alle cure. Lo studio suggerisce pertanto l’esigenza di formulare consigli terapeutici più semplici, da parte del medico curante, dello specialista e degli operatori sanitari in genere, per insegnare più adeguatamente ai malati l’autogestione della malattia”.

European Society of Cardiology (ESC) – European Heart Journal
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