L’INIBITORE DELL’ISTONE DEACETILASI PANOBINOSTAT È ALTAMENTE TOSSICO PER LE CELLULE DI CANCRO ALLA MAMMELLA TRIPLO NEGATIVO
Lo studio pubblicato sulla rivista Breast Cancer Research (leggi abstract) da ricercatori della Tulane University Health Sciences Center di New Orleans ha evidenziato l’elevata tossicità in vitro di panobinostat sulle cellule tumorali di cancro mammario triplo negativo (TNBC) e la riduzione della carcinogenesi in vivo. Tra più di un milione di casi complessivi di cancro alla mammella diagnosticati ogni anno, circa il 15% è triplo negativo, cioè non esprime recettori per estrogeni, progesterone e Her2/neu. L’assenza di terapie efficaci, la comparsa in età più giovane e la precoce diffusione metastatica del cancro contribuiscono a peggiorare la diagnosi e gli esiti associati a questi tumori. Questo studio ha valutato la capacità dell’inibitore dell’istone deacetilasi, panobinostat (LBH589), di colpire selettivamente la proliferazione cellulare e la sopravvivenza di cellule di TNBC in vitro e la carcinogenesi in vivo. A questo scopo sono state utilizzate linee cellulari di TNBC MDA-MB-157, MDA-MB-231, MDA-MB-468 e BT-549 trattate con concentrazioni nanomolari di panobinostat. L’acetilazione dell’istone bersaglio è stata verificata con citometria a flusso e immunofluorescenza. La vitalità con Trypan Blue, la proliferazione con MTT [3-(4,5-dimetiltiazol-2-il)-2,5-difeniltetrazolio bromuro] e la frammentazione del DNA sono state utilizzate per valutare la tossicità cellulare globale. Alterazioni della progressione del ciclo cellulare sono state valutate mediante colorazione con ioduro di propidio e citometria a flusso. Inoltre, dosaggi qPCR sono stati utilizzati per testare le alterazioni indotte da panobinostat in cellule MDA-MB-231 sui marcatori tumorali e le vie del segnale. Modelli di xenotrapianto ortotopico murino di cellule MDA-MB-231 e BT-549 sono stati usati per valutare gli effetti di panobinostat sulla carcinogenesi. Da ultimo, le alterazioni di espressione proteica di caderina-1, caderina-E (CDH1) sono state rilevate con citometria a flusso, dosaggio ELISA e colorazione immunoistochimica e i risultati sono stati accoppiati in microscopia confocale per esaminare le alterazioni della morfologia cellulare. Il trattamento con panobinostat ha aumentato l’acetilazione dell’istone, diminuito la proliferazione e la sopravvivenza cellulare e bloccato la progressione del ciclo cellulare in G2/M con una concorrente riduzione nella fase S in tutte le linee cellulari di TNBC. La formazione di tumori MDA-MB-231 e BT-549 è stata significativamente inibita da panobinostat (al dosaggio di 10 mg/kg/giorno) in topi. Inoltre, panobinostat ha stimolato la produzione di proteina CDH1 in vitro e in vivo e ha indotto alterazioni della morfologia cellulare in cellule MDA-MB-231, in accordo con un’inversione del fenotipo mesenchimale. In conclusione, lo studio ha rivelato l’elevata tossicità di panobinostat sulle cellule di TNBC in vitro e un’inibizione della carcinogenesi in vivo. Inoltre, il trattamento ha stimolato i geni anti-proliferativi, di soppressione tumorale e dei marcatori epiteliali nelle cellule MDA-MB-231 e iniziato una parziale inversione della transizione della morfologia da epiteliale a mesenchimale. I risultati, secondo gli autori, suggeriscono un potenziale ruolo terapeutico di panobinostat verso le cellule tumorali aggressive di cancro mammario triplo negativo.