domenica, 29 novembre 2020
Medinews
14 Aprile 2009

LINFOMA NON-HODGKIN PRIMARIO CON COINVOLGIMENTO MAMMARIO

Ricercatori francesi hanno definito le caratteristiche patologiche e cliniche iniziali e i fattori prognostici dei pazienti affetti da questa neoplasia maligna. Quarantacinque pazienti, tutti trattati presso l’Institut Curie, con linfoma maligno primario e coinvolgimento mammario (LPM), sono stati rivisti dal punto di vista patologico. Tra questi, 38 casi riguardavano pazienti con linfoma diffuso a larghe cellule B e su essi è stata condotta un’analisi completa. Venti di 28 casi (71%) erano Bcl-2 positivi e 4 (14%) CD10 positivi. La stadiazione iniziale mostrava un solo sito di coinvolgimento linfonodale nel 58% dei casi e due o più siti extranodali nel 31% dei casi. Dei 37 pazienti di cui erano disponibili i dati, 19 erano classificati nel gruppo IPI a basso rischio (51%), 5 nel gruppo IPI a rischio basso-intermedio (14%), 6 nel gruppo IPI a rischio intermedio-alto (16%) e 7 in quello IPI ad alto rischio (19%). Al completamento della terapia iniziale, 34 pazienti (89%) avevano ottenuto risposta completa (RC). Ad un follow-up di 96 mesi, 18 pazienti (47%) avevano sviluppato recidiva, 3 con localizzazione al SNC. La sopravvivenza libera da malattia a 5 anni (SSM) e globale (SG) erano rispettivamente del 54% e 61%. In analisi multivariata, la presenza di 2 o più localizzazioni extranodali è risultata fattore prognostico per una più breve durata di SSM (p = 0.0008) e SG (p = 0.09), mentre un performance status 1 era predittivo di più breve durata di SG (p = 0.005). Infine, quando la serie è stata comparata ad una serie storica di 111 pazienti con linfoma nodale aggressivo, gli autori dello studio, pubblicato nella rivista American Journal of Hematology (leggi abstract originale), hanno osservato percentuali di sopravvivenza significativamente inferiori per il LPM localizzato (p < 0.03). La localizzazione iniziale al seno ha un impatto negativo sulla prognosi dei pazienti con linfoma non-Hodgkin (LNH) e la presenza di siti extranodali aggiuntivi ha un significato prognostico ulteriormente peggiorativo. Questi risultati suggeriscono l’utilizzo di un trattamento specifico del LNH con coinvolgimento mammario.
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