mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
25 Novembre 2011

LINFOADENECTOMIA NEL CARCINOMA RENALE

L’asportazione estesa dei linfonodi, quando eseguibile, può essere di beneficio nei pazienti con malattia in stadio avanzato e caratteristiche cliniche e patologiche sfavorevoli

Sebbene la linfoadenectomia (LND) sia attualmente accettata come la più accurata e attendibile procedura standard per la definizione dell’invasione linfonodale, il suo beneficio terapeutico nel carcinoma renale rimane ancora controverso. Urologi dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano in collaborazione con colleghi europei e statunitensi hanno condotto una revisione della letteratura sul ruolo della LND nella stadiazione e prognosi del carcinoma renale, attraverso una ricerca sul database di Medline per identificare articoli originali, revisioni ed editoriali sull’argomento. Le parole chiave utilizzate includevano: kidney neoplasms, renal cell cancer, renal cell carcinoma, kidney cancer, lymphadenectomy, lymph node excision, lymphatic metastases, nephrectomy, imaging e complications. Gli articoli con il più alto livello di evidenza sono stati identificati con il consenso di tutti gli autori e valutati. La revisione pubblicata sulla rivista European Urology (leggi abstract originale) è il risultato di un processo interattivo con un pannello di esperti composto dai co-autori. L’evidenza risultante chiarisce che il drenaggio linfatico renale non è prevedibile. Le nuove tecniche di immagine ora disponibili sono ancora ‘immature’ per rilevare piccole metastasi ai linfonodi. I risultati dello studio European Organization for Research and Treatment of Cancer trial 30881 non hanno evidenziato benefici dalla linfoadenectomia durante la procedura chirurgica nel carcinoma renale linfonodo-negativo ma i dati sono limitati a quei pazienti che presentano il rischio più basso di sviluppare invasione linfonodale. Numerose serie retrospettive supportano l’ipotesi che la LND possa risultare benefica nei pazienti ad alto rischio (stadio clinico T3-T4, alto grado Fuhrman, presenza di caratteristiche sarcomatoidi o necrosi tumorale coagulativa). Se sono evidenti linfonodi ingrossati durante le procedure d’immagine o alla palpazione durante la resezione, la LND sembra giustificata ad ogni stadio. Tuttavia, l’estensione della LND rimane ancora materia controversa. Ad oggi, l’evidenza disponibile suggerisce che una LND estesa possa essere di beneficio, quando tecnicamente eseguibile, nei pazienti con malattia localmente avanzata (T3-T4) e/o caratteristiche cliniche e patologiche sfavorevoli (alto grado Fuhrman, tumori di grandi dimensioni, presenza di caratteristiche sarcomatoidi e/o necrosi tumorale coagulativa). Sebbene i pazienti linfonodo-positivi spesso presentino anche metastasi distanti, la maggioranza degli studi clinici retrospettivi non randomizzati sembra suggerire un possibile beneficio della LND regionale anche in questo gruppo di pazienti. Nei pazienti con tumore in stadio T1-T2, con linfonodi clinicamente negativi e assenza di caratteristiche cliniche e patologiche sfavorevoli, la LND regionale offre informazioni limitate per la stadiazione e nessun beneficio in termini di riduzione della recidiva della malattia o di una sopravvivenza migliore.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 10 – Ottobre 2011
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