martedì, 24 novembre 2020
Medinews
15 Ottobre 2008

LINEE GUIDA PER STUDI CLINICI SUL CARCINOMA EPATOCELLULARE

Il disegno di uno studio clinico nel carcinoma epatocellulare (HCC) è impegnativo in quanto molti pazienti presentano co-morbilità epatiche e questo può modificare la valutazione del beneficio clinico. D’altro canto però esiste un’urgente necessità di studi clinici di qualità per questa malattia. A questo proposito, l’American Association for the Study of Liver Disease ha insediato un ‘panel’ di esperti per sviluppare linee guida che forniscano una base strutturale per la pianificazione di studi clinici che faciliti successivamente la loro comparazione. Sulla base di queste linee guida, pubblicate nel Journal of the National Cancer Institute dello scorso maggio (per visualizzare l’abstract in inglese clicca qui), studi randomizzati di fase 2, con endpoint primari relativi al tempo, quale il tempo alla progressione, sono molto importanti nella ricerca clinica sull’HCC. La sopravvivenza rimane l’endpoint principale per valutare l’efficacia del trattamento in studi di fase 3, mentre l’intervallo alla recidiva è proposto come endpoint più appropriato nella terapia adiuvante. Poiché la sopravvivenza libera da progressione e quella libera da malattia sono endpoint compositi, essi risultano molto più vulnerabili di altri endpoint negli studi clinici sull’HCC e possono non evidenziare il beneficio clinico del trattamento. La selezione dei pazienti dovrebbe essere basata sul sistema di stadiazione descritto dal Barcelona Clinic Liver Cancer e i nuovi farmaci dovrebbero essere testati in pazienti con funzionalità epatica ben preservata (Child – Pugh A class). I pazienti assegnati al braccio di controllo dovrebbero ricevere la terapia standard, cioè chemioembolizzazione nei pazienti con malattia allo stadio intermedio e sorafenib nello stadio avanzato. Ulteriori studi sono necessari per introdurre biomarcatori e imaging molecolare nella ricerca clinica dell’HCC. Tali marcatori possono aiutare a migliorare lo screening delle popolazioni prese in esame e massimizzare il rapporto costo-beneficio. E infine, la pianificazione e la conduzione di studi di fase 3 dovrebbe essere coordinata da centri con appropriato ‘expertise’ nell’HCC.
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