domenica, 5 febbraio 2023
Medinews
8 Aprile 2010

LINEE GUIDA PER LA DIAGNOSI E GESTIONE DELLA STEATOSI EPATICA NON ALCOLICA

Il comitato di esperti dell’AISF ha diffuso il decalogo di valutazione della malattia e della progressione a stadi più avanzati, come cirrosi e tumore

La rivista Digestive Liver Diseases ha pubblicato (leggi abstract originale) le linee guida stilate dal comitato di esperti dell’Associazione Italiana per lo Studio del Fegato (AISF) per la diagnosi e la gestione dei pazienti con steatosi epatica non alcolica nella pratica clinica e il calendario degli esami da eseguire. La prevalenza della malattia varia con l’età, il sesso e l’etnia. Nella popolazione generale, la prevalenza della steatosi epatica non alcolica è circa il 25% e l’incidenza è di due nuovi casi/100 persone ogni anno. Il 2-3% degli individui nella popolazione generale svilupperà quindi steatoepatite non alcolica. Ma mentre la steatosi non complicata mostra generalmente un decorso benigno, i pazienti con steatoepatite non alcolica hanno una ridotta aspettativa di vita principalmente per malattie vascolari e complicanze epatiche. Nondimeno, la steatosi esercita effetti deleteri sulla storia naturale dell’infezione da virus dell’epatite C. La steatosi epatica non alcolica è comunemente diagnosticata in pazienti asintomatici per rilevazione occasionale di un’elevazione degli enzimi epatici e/o di steatosi all’esame ecografico. La storia medica, l’esame fisico completo, lo screening eziologico dei danni epatici, i test biochimici del fegato, i lipidi sierici e i test di sensibilità insulinica dovrebbero essere eseguiti in tutti i pazienti, nei quali invece l’abuso di alcool dovrebbe essere escluso. L’ecografia è risultata la metodica d’immagine d’elezione. La biopsia epatica, gold standard per diagnosi e prognosi della steatosi epatica non alcolica, è una procedura invasiva e, anche se nella maggior parte dei casi i risultati non influenzeranno il trattamento, può tuttavia fornire informazioni sulla prognosi. La valutazione della fibrosi con ‘score’ compositi, parametri specifici di laboratorio e l’elastografia transitoria possono ridurre il numero di pazienti con steatosi epatica non alcolica riferiti alla biopsia epatica. La dieta e l’esercizio fisico supportati dalla terapia comportamentale sono associati a un miglioramento della steatosi epatica non alcolica. Infine, diabete e sindrome metabolica dovrebbero essere escluse con valutazioni periodiche e i pazienti dovrebbero sottoporsi a controlli programmati del rischio cardiovascolare e della progressione di malattia epatica, e soprattutto quelli con steatoepatite/cirrosi non alcolica a screening per la diagnosi precoce del carcinoma epatico.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 4 – Aprile 2010
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