lunedì, 26 luglio 2021
Medinews
12 Maggio 2011

LINEE GUIDA EANM PER IL TRATTAMENTO DEL CANCRO E DELLE METASTASI AL FEGATO

Indicazioni dell’Associazione Europea di Medicina Nucleare (EANM) sulle terapie e procedure con agenti radioattivi dedicate ai medici di medicina nucleare

I tumori primari del fegato, come il carcinoma epatico o il colangiocarcinoma che rapidamente evolvono a insufficienza epatica fatale nella maggior parte dei pazienti, sono tra i più frequenti al mondo. La cura è rappresentata principalmente dalla terapia chirurgica (resezione o trapianto di fegato), a cui è candidato solo il 10 – 20% dei pazienti. Per gli altri è disponibile una gamma di trattamenti palliativi, come la chemioembolizzazione, l’ablazione in radiofrequenza o i più recenti inibitori della tirosin-chinasi, come ad esempio il sorafenib. Le metastasi epatiche del cancro colorettale, secondo tumore in termini di mortalità in Europa, sono prevalenti sia alla diagnosi che nel follow-up e i pazienti sono generalmente trattati con la sequenza chirurgia, chemioterapia e terapia con anticorpi (Okuda et al. Cancer 56:918-928, 1985; Schafer and Sorrell Lancet 353:1253-1257, 1999; Leong et al. Arnold, London, 1999). La radioembolizzazione è un approccio terapeutico innovativo costituito da un’iniezione di particelle emboliche micronizzate che sono state ‘caricate’ con un radioisotopo per essere utilizzato con tecniche percutanee endo-arteriose. I vantaggi dell’uso di questi derivati radioattivi endo-arteriosi sono rappresentati dalla capacità di rilasciare elevate dosi di radiazione a volumi-bersaglio di piccole dimensioni, il profilo di relativa bassa tossicità, la possibilità di colpire l’intero organo, comprese le lesioni microscopiche, e di combinarli con altre modalità di trattamento. Tra gli svantaggi, le limitazioni di radioprotezione, soprattutto per gli agenti marcati con iodio-131, per la logistica e la possibilità di rilascio non intenzionale o di ‘shunting’ (Novell et al. Br J Surg 78:901-906, 1991). I Comitati di Terapia, Oncologia e Dosimetria hanno collaborato per revisionare le linee guida dell’EANM sull’uso del radiofarmaco 131I-Lipiodol (Lipiocis®, IBA, Bruxelles, Belgio) e per includere i più nuovi ‘device’ medici con microsfere di ittrio-90 (Y-90). Questo elemento radioattivo può essere legato a una resina (SIR-Spheres®, Sirtex Medical, Lane Cove, Australia) oppure fissato in matrice di vetro (TheraSphere®, MDS Nordion, Kanata, ON, Canada). Poiché le microsfere di Y-90 non sono metabolizzate, non sono neanche registrate come sorgenti non sigillate. Tuttavia, le microsfere sono rilasciate in soluzione acquosa: la contaminazione radioattiva è una delle preoccupazioni e, quindi, le stesse dovrebbero essere manipolate, come gli altri radiofarmaci, come sorgenti aperte. L’intenzione di queste linee guida, pubblicate sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging (leggi abstract originale), è di assistere il medico di medicina nucleare nel trattamento e nella gestione dei pazienti che si sottopongono a queste terapie.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2011
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