giovedì, 26 novembre 2020
Medinews
30 Maggio 2011

LINEE GUIDA EANM PER IL TRATTAMENTO DEL CANCRO AL FEGATO E DELLE METASTASI NELL’ORGANO

Indicazioni dell’Associazione Europea di Medicina Nucleare (EANM) sulle terapie e sulle procedure con agenti radioattivi dedicate ai medici di medicina nucleare. I tumori primari al fegato, come il carcinoma epatico o il colangiocarcinoma, che rapidamente evolvono a insufficienza epatica fatale nella maggior parte dei pazienti, sono tra i più frequenti al mondo. La cura è rappresentata principalmente dalla terapia chirurgica (resezione o trapianto di fegato), a cui è candidato solo il 10 – 20% dei pazienti. Per gli altri è disponibile una gamma di trattamenti palliativi, come la chemioembolizzazione, l’ablazione in radiofrequenza o i più recenti inibitori della tirosin-chinasi, come il sorafenib. Le metastasi epatiche del cancro colorettale, secondo tumore in termini di mortalità in Europa, sono prevalenti sia alla diagnosi che nel follow-up e i pazienti sono generalmente trattati con la sequenza chirurgia, chemioterapia e terapia con anticorpi (Okuda et al. Cancer 56:918-928, 1985; Schafer and Sorrell Lancet 353:1253-1257, 1999; Leong et al. Arnold, London, 1999). La radioembolizzazione è un approccio terapeutico innovativo costituito da un’iniezione di particelle emboliche micronizzate che sono state ‘caricate’ con un radioisotopo per essere utilizzato con tecniche percutanee endo-arteriose. I vantaggi dell’uso di questi derivati radioattivi endo-arteriosi sono rappresentati dalla capacità di rilasciare elevate dosi di radiazione a volumi-bersaglio di piccole dimensioni, il profilo di relativa bassa tossicità, la possibilità di colpire l’intero organo, comprese le lesioni microscopiche, e di combinarli con altre modalità di trattamento. Tra gli svantaggi, le limitazioni di radioprotezione, soprattutto per gli agenti marcati con iodio-131, per la logistica e la possibilità di rilascio non intenzionale o di ‘shunting’ (Novell et al. Br J Surg 78:901-906, 1991). I Comitati di Terapia, Oncologia e Dosimetria hanno collaborato per rivedere le linee guida dell’EANM sull’uso del radiofarmaco 131I-Lipiodol (Lipiocis®, IBA, Bruxelles, Belgio) e per includere i più nuovi dispositivi medici con microsfere di ittrio-90 (Y-90). Quest’ultimo elemento radioattivo può essere legato a una resina (SIR-Spheres®, Sirtex Medical, Lane Cove, Australia) oppure fissato in matrice di vetro (TheraSphere®, MDS Nordion, Kanata, ON, Canada). Poiché le microsfere di Y-90 non vengono metabolizzate, non sono registrate come sorgenti non sigillate. Tuttavia, le microsfere sono rilasciate in soluzione acquosa: la contaminazione radioattiva è, quindi, una delle preoccupazioni e le stesse dovrebbero essere manipolate, come gli altri radiofarmaci, come sorgenti aperte. L’intenzione di queste linee guida, pubblicate sulla rivista European Journal of Nuclear Medicine and Molecular Imaging (leggi abstract originale), è di assistere il medico di medicina nucleare nel trattamento e nella gestione dei pazienti che si sottopongono a queste terapie.
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