Medinews
23 Maggio 2019

Lifetime Occurrence of Brain Metastases Arising from Lung, Breast, and Skin Cancers in the Elderly: A SEER-Medicare Study

The Surveillance, Epidemiology, and End Results (SEER) Program recently released data on brain metastases (BM) diagnosed during primary cancer staging workup (“synchronous” BM, or SBM); this study examines the incidence of SBM compared with that of lifetime BM (LBM) identified using Medicare claims for patients diagnosed with lung cancer, breast cancer, or melanoma. Incidence proportions (IP) and age-adjusted rates for each of SEER SBM and Medicare LBM are … (leggi tutto)

L’aumento di prevalenza di alcune patologie oncologiche è indubbiamente il segnale di un avanzamento della ricerca in ambito oncologico, che porta con sè una serie di nuovi approcci e modus operandi che vanno riservati a questa fetta della popolazione. Le localizzazioni cerebrali sono sede comune di metastatizzazione per molte malattie tumorali e in questa pubblicazione viene affrontata la tematica di questa sede di ripresa di malattia, anche a distanza di molti anni dall’interruzione delle cure, in popolazione affetta da carcinoma mammario, polmonare e melanoma. Viene preso in considerazione proprio il dato di aumento di sopravvivenza, che può significare un dilatarsi dei tempi con maggiore probabilità di sviluppo di metastasi cerebrali e, conseguentemente, necessità di effettuare controlli mirati in tale distretto. Per le tre patologie sopra indicate vengono valutate le localizzazioni cerebrali in tempistiche diverse della malattia (dal momento dello staging fino a parecchio tempo dopo) in una casistica comprendente 70.974 casi di tumore polmonare, 67.362 di carcinoma mammario e 21.860 melanomi.
Nel caso del polmone, le localizzazioni cerebrali sincrone sono state descritte nel 9,6% dei casi e successivamente nel 13,5% dei casi. Per il carcinoma mammario, rispettivamente nel 0,3 e 1,8%. Nel caso del melanoma, rispettivamente nell’1,1% e 3,6% (con ampie variabilità nei casi di malattie esordite come metastatiche, coinvolgimento linfonodale locale e non e altre caratteristiche di malattia).
Di per sé lo studio non presenta nessun dato eclatante e/o non noto per le patologie esaminate, ma solleva la problematica di come (e quando) approcciare i pazienti oncologici in “lungo follow-up” proponendo differenziazioni basate sull’età e/o sulle caratteristiche delle singole patologie.
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