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13 Giugno 2011

LEUCEMIA MIELOIDE CRONICA, MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA

Nuove conferme dell’efficacia di dasatinib nel trattamento dei pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica (CP-LMC) resistenti o intolleranti alla attuale terapia standard con imatinib. A cinque anni dalla diagnosi la sopravvivenza globale per i pazienti trattati con dasatinib, farmaco sviluppato da Bristol-Myers Squibb, è pari al 78% ed il 57% dei pazienti è libero da malattia. I dati emergono da uno studio (CA 180-034) che ha coinvolto 670 persone, presentato al XVI Congresso EHA che si è svolto a Londra la scorsa settimana. Evidenze cliniche indicano che la resistenza a imatinib può verificarsi nel 25% circa dei pazienti in fase cronica, nel 41% dei malati in fase accelerata e nel 92% di quelli in crisi blastica. “In questo studio, i dati a cinque anni dimostrano l’efficacia a lungo termine e il consistente profilo di sicurezza di dasatinib per le persone colpite da Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica precedentemente trattate con imatinib – ha spiegato il prof. Neil Shah dell’Università della California, San Francisco, principal investigator dello studio -. I risultati del lavoro sono importanti perché forniscono un follow-up a lungo termine di questi malati che hanno sviluppato resistenza o intolleranza a imatinib”. Dasatinib ha avuto un percorso clinico di sviluppo tra i più rapidi della storia della medicina ed è già disponibile in Italia dal 2007 per il trattamento dei pazienti con LMC Ph + resistenti o intolleranti a imatinib. Nel dicembre 2010 l’EMA ha espresso parere favorevole per dasatinib nel trattamento dei pazienti adulti con Leucemia Mieloide Cronica Philadelphia + in fase cronica di nuova diagnosi. Il farmaco ha dimostrato di prevenire la progressione della malattia quando usato in prima linea: il 6% dei pazienti trattati con imatinib va incontro a una progressione della malattia in fase accelerata in crisi blastica, dasatinib è efficace nel ridurre di almeno il 50% queste progressioni iniziali del tumore. “In questo congresso – ha sottolineato il prof. Giuseppe Saglio dell’Università di Torino – vengono presentati i risultati a 2 anni dello studio DASISION, condotto su 500 pazienti adulti con leucemia mieloide cronica Philadelphia + in fase cronica di nuova diagnosi. I dati sono importanti. Con dasatinib nel 18% dei casi è stata ottenuta la remissione molecolare completa, mentre con imatinib questo risultato è raggiunto solo nel 9% dei casi. Remissione molecolare completa significa che con le comuni tecniche non si vede più traccia del clone leucemico nel paziente, che può smettere le terapie senza che vi sia recidiva della malattia”. Con dasatinib inoltre migliora la compliance, perché può essere assunto una sola volta al giorno, senza necessità di digiunare.
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