venerdì, 27 novembre 2020
Medinews
18 Dicembre 2008

LETTURA MAGISTRALE ‘HAM-WASSERMAN’

Sabato, 6 dicembre – Cinquanta anni fa, quando l’American Society of Hematology è stata fondata, la diagnosi della leucemia mieloide acuta (LMA) si basava solo sull’esame morfologico mediante microscopia ottica. La LMA era considerata una malattia omogenea, per la quale era disponibile una sola chemioterapia (“one-size-fits-all”). I recenti sviluppi terapeutici e diagnostici hanno generato la realistica prospettiva di poter personalizzare la terapia per la LMA. Questo grazie all’identificazione di numerose anomalie di tipo citogenetico e molecolare, nonché di anomalie di espressione genica: CEBP-alfa, RAS, nucleofosmina-1, FLT-3, WT1, EVI-1, MN-1 e ERG. Tale eterogeneità è il risultato quindi dell’accumularsi nelle cellule staminali ematopoietiche di mutazioni somatiche che favoriranno infine l’emergenza del clone neoplastico. Il dott. Bob Löwenberg della Erasmus University di Rotterdam (Olanda) ha inoltre richiamato i più recenti aspetti dell’impatto prognostico delle alterazioni cromosomiche e genomiche, ha sottolineato la relazione tra microRNA e variabilità clinica della LMA e discusso anche la possibilità di generare algoritmi diagnostico-terapeutici per indirizzare un appropriato processo decisionale.


SIEnews – Numero 24 – 18 dicembre 2008
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