sabato, 2 luglio 2022
Medinews
28 Maggio 2012

LE INFORMAZIONI SULLA FERTILITÀ OFFERTE AI GIOVANI CON CANCRO DIFFERISCONO NEI DUE SESSI

I ricercatori del Karolinska University Hospital di Stoccolma in collaborazione con colleghi di Gävle e Uppsala hanno esaminato la diversa percezione, in uomini e donne sopravviventi al cancro, delle informazioni offerte su fertilità e metodi di preservazione della fertilità prima del trattamento anti-cancro in età riproduttiva. Il campione di studio era rappresentato da sopravviventi che avevano ricevuto diagnosi di cancro tra il 2003 e il 2007, identificati dai registri di popolazione svedesi. I criteri di inclusione comprendevano sopravviventi con età di 18 – 45 anni alla diagnosi di linfoma, leucemia acuta, tumore al testicolo, all’ovaio o alla mammella (donne), trattati con la chemioterapia. Degli 810 partecipanti eleggibili, 484 sopravviventi hanno completato il questionario (tasso di risposta del 60%), inviato per posta. I risultati dello studio pubblicato sulla rivista Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) indicano che la maggior parte dei partecipanti maschi ha affermato di aver ricevuto informazioni relative all’impatto del trattamento sulla fertilità (80%) e sulla preservazione della stessa (68%) e più di metà di questi pazienti aveva depositato in banche del seme un campione congelato (54%). Tra le donne, circa la metà delle pazienti (48%) ha dichiarato di essere stata informata dell’impatto del trattamento sulla fertilità e il 14% aveva ricevuto informazioni sulla preservazione della fertilità, mentre solo 7 donne (2%) sono state sottoposte al trattamento. Fattori predittivi di ricevere informazioni relative all’impatto della terapia sulla fertilità erano il desiderio, prima del trattamento, di avere figli (odds ratio [OR] 3.5), il sesso maschile (OR 3.2) e un’età alla diagnosi ≤ 35 anni (OR 2.0), mentre fattori predittivi di ricevere informazioni sulla preservazione della fertilità includevano il sesso maschile (OR 14.4), l’età alla diagnosi ≤ 35 anni (OR 5.1) e l’assenza di figli alla diagnosi (OR 2.5). In conclusione, lo studio conferma che esistono marcate differenze tra i due sessi riguardo le informazioni ricevute su fertilità e tecniche di preservazione della stessa. Da qui la necessità urgente di preparare informazioni specifiche adatte alla popolazione oncologica femminile per migliorare le opportunità di partecipare alla scelta informata del trattamento e della futura capacità riproduttiva.
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