Medinews
13 Dicembre 2012

LE DONNE CON BASSI LIVELLI DI VITAMINA D HANNO UN RISCHIO PIÙ ALTO DI INFARTO MIOCARDICO

I risultati dello studio MONICA/KORA Augsburg Case-Cohort Study suggeriscono che livelli più elevati di vitamina D sono associati a un ridotto rischio di malattia coronarica. Questo effetto sembrerebbe più pronunciato nelle donne, anche se sono necessari ulteriori studi clinici per esaminare le differenze tra i due sessi e per valutare se un supplemento di vitamina D possa aiutare nella prevenzione della malattia coronarica. Esiste però sempre maggiore evidenza che suggerisce che la deficienza di vitamina D possa influenzare negativamente il sistema cardiovascolare. I ricercatori tedeschi hanno misurato i livelli di 25[OH]-vitamina D nel siero in quasi 1.800 persone di mezza età (964 uomini e 819 donne) incluse negli studi del Monitoring of Trends and Determinants in Cardiovascular Disease/Cooperative Health Research nella Regione di Augsburg. Durante un periodo medio di 11 anni sono stati osservati 298 casi di malattia coronarica. Dopo correzione per età, controllo e stagione del prelievo di sangue, il rischio (HR) tra i valori più alti e più bassi di vitamina D era 0,32 (p tendenza = 0,001) nelle donne e 0,56 negli uomini (p tendenza = 0,005). L’ulteriore aggiustamento per i fattori tradizionali di rischio cardiovascolare ha leggermente attenuato l’associazione nelle donne (HR 0,39; p tendenza = 0,013), ma ha reso non significativa quella degli uomini (HR 0,76; p tendenza 0,215). E un ulteriore aggiustamento ha confermato l’associazione nelle donne (HR 0,46; p tendenza 0,028) e ridotto quella negli uomini (HR 0,84; p tendenza = 0,461).
Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism
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