venerdì, 3 febbraio 2023
Medinews
12 Gennaio 2010

LDL NEI LIMITI NON METTONO AL RIPARO DAI RISCHI CARDIOVASCOLARI

A chi sono stati riscontrati alti livelli di colesterolo LDL spesso vengono prescritte le statine. Anche se così i livelli di LDL rientrano nella norma, non è detto però che cali anche il rischio di malattie cardiovascolari, infarto e/o ictus. E’ la conclusione di uno studio dei ricercatori del Methodist DeBakey Heart & Vascular Center di Houston (Usa), pubblicato sulla rivista dell’American College of Cardiology, in cui si è cercato di stabilire se e come le statine possano aiutare a prevenire le malattie cardiache e l’ictus nelle persone con livelli di LDL normali e maggiori livelli di proteina C reattiva (CRP) prodotta dal fegato. Tale proteina è considerata un “marker” per il rischio cardiovascolare. Ciò è importante perchè, sottolineano i ricercatori, una persona su cinque tra gli uomini oltre i 50 anni e tra le donne oltre i 60, presenta normali livelli di colesterolo “cattivo” e alti livelli di CRP. L’analisi eseguita su pazienti a rischio cardiovascolare per 7 anni di follow-up di media, ha inteso stabilire se i livelli di CRP possano essere degli indicatori chiave del rischio. Si è così scoperto che con un semplice test di screening è possibile identificare i pazienti che possono beneficiare delle statine e quelli per cui tali molecole potrebbero non risultare utili dato che, come si sottolinea ancora nello studio, normalizzare unicamente i livelli di LDL non mette necessariamente al riparo dai rischi cardiovascolari.

La Stampa.it
TORNA INDIETRO