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8 Settembre 2009

L’ASPIRINA MIGLIORA LA SOPRAVVIVENZA DOPO LA DIAGNOSI DI CANCRO COLORETTALE

L’uso regolare di aspirina a bassi dosi, dopo la diagnosi di cancro colorettale, è stato associato ad un più basso rischio di mortalità cancro-specifica e globale, specialmente nei pazienti con tumori che sovra-esprimono l’enzima COX-2 (cicloossigenasi tipo 2). In trial randomizzati l’aspirina era già stata indicata quale mezzo per ridurre il rischio di neoplasia del colon-retto e, in modelli animali, per inibire la crescita dei tumori e le metastasi, ma la sua influenza sulla sopravvivenza dopo la diagnosi del tumore non era ancora nota. Lo studio prospettico di coorte pubblicato nel Journal of the American Medical Association (leggi abstract originale) ha interessato 1279 uomini e donne con cancro colorettale in stadio I, II o III. I partecipanti facevano parte di 2 popolazioni di professionisti della salute (Nurses’ Health Study [NHS] and the Health Professionals Follow-up Study [HPFS]) arruolati nel 1980 e nel 1986 prima della diagnosi di tumore e seguiti fino a giugno 2008. Dopo un follow-up mediano di 11.8 anni, si erano verificati 193 decessi totali (35%), di cui 81 specifici di cancro colorettale (15%), tra i 549 partecipanti che regolarmente assumevano aspirina dopo la diagnosi del tumore, mentre si erano verificati 287 decessi (39%), di cui 141 specifici di cancro colorettale (19%), tra i 730 partecipanti che non assumevano il farmaco. Inoltre, i partecipanti che assumevano regolarmente aspirina dopo la diagnosi di cancro hanno mostrato un rischio (hazard ratio [HR] multivariata) di mortalità specifica per cancro colorettale di 0.71 (intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.5-0.95) e di mortalità globale di 0.79 (IC 95%: 0.65-0.97). Tra i 719 partecipanti che non assumevano aspirina prima della diagnosi, la somministrazione iniziata solo dopo la diagnosi è stata associata ad un rischio (HR multivariata) di mortalità per cancro colorettale dello 0.53 (IC 95%: 0.33-0.86). Nei 459 partecipanti con cancro colorettale, di cui erano disponibili i dosaggi immunoistochimici, si è potuto evidenziare che l’effetto dell’aspirina variava significativamente con l’espressione di COX-2 (p interazione = 0.04). L’uso regolare di aspirina dopo la diagnosi era associata ad un più basso rischio di mortalità specifica per cancro colorettale nei pazienti il cui tumore presentava un’aumentata espressione di COX-2 (HR multivariata 0.39; IC 95%: 0.20-0.76), mentre la sua somministrazione non era associata ad un più basso rischio nei pazienti con tumore primario che non esprimeva COX-2 o ne esprimeva bassi livelli (HR multivariata 1.22; IC 95%: 0.36-4.18).
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