sabato, 13 luglio 2024
Medinews
27 Novembre 2012

L’AGOBIOPSIA PREOPERATORIA MIGLIORA LA QUALITÀ DELLA CHIRURGIA DEL TUMORE MAMMARIO

La qualità della procedura chirurgica, misurata attraverso lo stato iniziale dei margini, il numero totale delle operazioni e la valutazione dei linfonodi ascellari, migliora con l’agobiopsia percutanea preoperatoria, anche se la sua applicazione varia considerevolmente. Il potenziale impatto sulla qualità delle cure e sui costi sanitari è sostanziale. Secondo i ricercatori della University of Vermont, College of Medicine, di Burlington, l’agobiopsia percutanea poteva permettere una diagnosi preoperatoria del tumore mammario, aiutando a ottimizzare la programmazione chirurgica, ma il suo utilizzo è molto variabile dal punto di vista clinico, ancora inspiegato. Scopo dello studio, pubblicato sul Journal of the American College of Surgeons (leggi abstract), era fare una valutazione nazionale dei metodi diagnostici tramite biopsia in donne con cancro della mammella e l’impatto della procedura sulla qualità della chirurgia per questo tipo di tumore. Gli autori hanno quindi unito i dati dei registri tumori del Vermont con quelli di Medicare per identificare le donne che avevano ricevuto diagnosi di tumore mammario tra il 1998 e il 2006. I dati demografici, lo stato dei margini tumorali, l’efficacia della valutazione dei linfonodi ascellari e il numero totale di procedure sono stati correlati al metodo bioptico. L’agobiopsia percutanea è risultato il metodo bioptico iniziale per 713 pazienti (62.8%) e il suo utilizzo è aumentato significativamente durante il periodo di studio. Le pazienti che abitavano in aree urbane avevano maggiori possibilità di ricevere agobiopsia percutanea (70.6%), rispetto a quelle residenti in zone rurali (57.5%). I risultati della chirurgia del tumore mammario, che includevano stato dei margini, numero di operazioni e ‘performance’ della valutazione dei linfonodi ascellari, hanno favorito significativamente l’agobiopsia percutanea rispetto alla biopsia in campo aperto. In conclusione, la qualità della chirurgia del tumore mammario, misurata con lo stato dei margini, il numero totale di procedure e la valutazione dei linfonodi ascellari, è migliorata con l’agobiopsia percutanea preoperatoria, anche se il suo utilizzo vari considerevolmente. Il potenziale impatto dell’agobiopsia percutanea sulla qualità delle cure e sui costi sanitari è notevole e, secondo gli autori, andrebbe posta maggiore enfasi sulla comprensione delle barriere che si frappongono all’utilizzo dell’agobiopsia percutanea preoperatoria e sulle nuove strategie per estenderne l’impiego nella gestione del cancro della mammella.
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