mercoledì, 6 maggio 2026
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27 Gennaio 2015

LA VARIAZIONE DI BMI AUMENTA IL RISCHIO DI RECIDIVA IN DONNE CON TUMORE MAMMARIO IN STADIO INIZIALE

Le donne che mostrano un aumento dell’indice di massa corporea (BMI) dopo il tumore mammario sono a maggiore rischio di ‘outcome’ sfavorevoli. Il ruolo prognostico della variazione di BMI durante e/o dopo i trattamenti per il tumore mammario in stadio iniziale è ancora poco chiaro. Nello studio pubblicato sulla rivista Future Oncology (leggi abstract) è stato inizialmente utilizzato il test del χ2 per esplorare la correlazione tra recidiva di tumore mammario e le variazioni di BMI in 520 pazienti con tumore mammario in stadio iniziale. Successivamente è stata applicata l’analisi di Cox per valutare l’associazione tra variazioni di BMI, BMI basale, fattori prognostici noti e recidive. I ricercatori dell’Ospedale ‘A. Perrino’ di Brindisi, in collaborazione con colleghi dell’Università di Verona e dell’Istituto Nazionale dei Tumori Regina Elena di Roma, hanno osservato che l’aumento di BMI era un fattore determinante significativo di recidiva (p = 0.0008). In analisi multivariata, una variazione di BMI superiore al 5.71% è stata associata a tassi più alti di recidiva, così come l’età inferiore a 55 anni, lo stadio della malattia e il sottotipo molecolare. In conclusione, le donne che manifestano un aumento di BMI dopo tumore mammario sono a maggiore rischio di ‘outcome’ sfavorevoli.
Secondo la dottoressa Palma Fedele, primo autore dello studio e specialista in Oncologia presso l’Ospedale ‘A. Perrino’ di Brindisi, “la correlazione fra il peso corporeo e l’outcome delle pazienti con carcinoma mammario è stata, negli ultimi anni, ampiamente studiata. Dalle analisi retrospettive di studi randomizzati e dalle varie esperienze mono- e multicentriche riportate in letteratura è chiaramente emerso che l’obesità alla diagnosi rappresenta un fattore prognostico negativo per pazienti con ‘early breast cancer’. Non altrettanto chiaro è risultato, invece, il ruolo della variazione di peso corporeo o di BMI nelle pazienti con carcinoma mammario che ricevono trattamenti oncologici”. La dottoressa Fedele ribadisce che “questo è il primo studio monocentrico che esplora, nella stessa popolazione di pazienti con carcinoma della mammella iniziale, sia la correlazione fra le varie categorie di BMI alla diagnosi e il rischio di recidiva, che il ruolo della variazione di BMI prima e dopo i trattamenti oncologici e il rischio di recidiva. Dallo studio emerge chiaramente che la maggior parte delle pazienti incluse nell’analisi presenta un BMI > 25 al momento della diagnosi (66%), mentre il 64% delle pazienti presenta incremento di BMI dopo i trattamenti oncologici”. E conclude affermando che “i risultati dell’analisi suggeriscono che il controllo del peso corporeo deve rappresentare un obiettivo nel ‘management’ della paziente con carcinoma della mammella iniziale e proprio a quelle pazienti che presentano incremento di BMI vanno proposti interventi per il controllo del proprio peso corporeo”.
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