venerdì, 11 settembre 2026
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6 Settembre 2011

LA MALATTIA CORONARICA ALZA LE PROBABILITÀ DI COMPLICANZE IN CHIRURGIA ORTOPEDICA

Trombi ed eventi emorragici sono complicanze che possono verificarsi a seguito di un intervento chirurgico. Con l’incremento costante dell’aspettativa di vita che si registra nei paesi occidentali, aumentano anche i pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica e sono dunque in netta crescita anche i rischi di complicanze trombotiche e sanguinamenti derivanti da tali operazioni. Ad oggi mancano però dati sufficientemente chiari sull’incidenza di tali complicazioni. Lo studio dei ricercatori americani della University School of Medicine di New York ha esaminato i dati relativi a più di 3mila (3.082) pazienti sottoposti a chirurgia ortopedica ad anca, ginocchio e colonna vertebrale, evidenziando tassi del 5,8% di complicanze trombotiche e del 5,4% di sanguinamento. Malattia coronarica, cancro e patologie alle arterie periferiche risultavano quali fattori predittivi indipendenti di entrambi gli eventi. Forti predittivi di eventi trombotici erano l’età avanzata e le malattie renali, mentre il sesso femminile comportava un significativo maggiore rischio di sanguinamenti. “I nostri dati mostrano un sottogruppo di pazienti con malattia coronarica sottoposti a chirurgia ortopedica – ha spiegato Brandon S. Oberweis, coordinatore dello studio – che avevano un rischio quattro volte superiore di soffrire di un evento trombotico e il doppio delle probabilità di essere colpiti da un episodio di sanguinamento, rispetto ai pazienti senza coronaropatia.” Nonostante l’aumento del rischio di eventi trombotici, solo l’8% dei pazienti con malattia coronarica avevano ricevuto aspirina prima dell’intervento. È interessante notare che tra i pazienti curati con aspirina, è risultato un abbassamento del rischio di eventi trombotici (7,1% vs 12,1%), tuttavia tale risultato non ha raggiunto la significatività statistica. Nessun impatto significativo sul sanguinamento è stato invece osservato con l’uso di aspirina. “Tale evidenza indica un ruolo potenziale dell’aspirina in ambito perioperatorio – ha affermato un altro autore della ricerca, Jeffrey S. Berger – il che può contribuire a ridurre il rischio di complicanze. Anche se il nostro è un piccolo studio di popolazione, futuri trial su pazienti ad alto rischio dovrebbero mirare alla riduzione degli eventi trombotici mediante utilizzo di aspirina”.

Dall’ESC 2011
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