mercoledì, 25 novembre 2020
Medinews
2 Agosto 2011

LA DENSITA’ MINERALE OSSEA RIDOTTA E’ ASSOCIATA AD UN AUMENTO DEL RISCHIO DI INFARTO

Una riduzione della densità minerale ossea a livello del collo del femore e dell’anca è associata a un rischio aumentato di infarto del miocardio in entrambi i sessi, con maggiore evidenza però nei maschi. Il rapporto si mantiene significativo in modo indipendente anche dopo la correzione dei risultati per altri fattori di rischio come fumo, ipertensione, trigliceridi elevati e diabete. Queste le conclusioni di uno studio dell’Università di Umeå (Svezia) coordinato da Peder Wiklund, effettuato su quasi 7.000 persone (6.872). I ricercatori hanno effettuato un’assorbiometria a doppia energia a raggi-X su 5.940 donne e 1.382 uomini per stabilire la densità minerale ossea totale dell’anca e del collo del femore, e per valutare la densità minerale ossea volumetrica del collo femorale. Nel corso di un follow-up di 5,7 anni, 117 donne e 79 uomini hanno avuto un episodio iniziale di infarto miocardico. Dopo aggiustamento dei risultati per età e indice di massa corporea, un basso valore di densità minerale ossea del collo femorale e dell’anca è risultato associato a un rischio aumentato di infarto del miocardio sia nelle donne (rischio relativo di 1,33) sia negli uomini (rischio relativo di 1,74). Dopo ulteriori correzioni per fumo, ipertensione, ipertrigliceridemia e diabete, le associazioni si sono lievemente attenuate sia nei maschi che nelle femmine, utilizzando sia il modello aggiustato per indice di massa corporea, sia quello completamente corretto. Nelle donne sono stati rilevati tassi di aumento del rischio d’infarto consistentemente inferiori a quelli degli uomini, e ciò in tutti i modelli statistici utilizzati nella ricerca.

DoctorNews – Osteoporos Int.
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