sabato, 4 febbraio 2023
Medinews
16 Novembre 2009

LA ‘CARICA’ DELLE DONNE MEDICO, SORPASSO VICINO

Il futuro della professione medica sembra segnato: sarà donna. In Italia, del resto, negli ultimi dieci anni il sorpasso tra gli specializzati si è già consumato: su 67.980 specialisti, 35.986 sono donne e 31.994 uomini. Soprattutto pediatre, psichiatre dell’infanzia e genetiste. Ancora poche, pochissime, sono invece le specialiste in oncologia e chirurgia. Questi i dati forniti dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, elaborati dal Centro elaborazioni dati della Fnomceo, che ha condotto una ricerca sul ‘pianeta donna’ in medicina. Dall’indagine, si scopre che, malgrado tra gli iscritti all’albo il 65% sia ancora rappresentato dagli uomini (233.205 su 357.410), il sorpasso delle donne sembra essere solo questione di tempo. Analizzando il rapporto della Fnomceo per fasce d’età, si scopre infatti che tra i medici chirurghi sotto i trent’anni (25-29) il 63,4% è donna. Anche tra i professionisti fra i 30 e i 34 anni la maggioranza è ‘in gonna’: ben il 59,6%. Più donne anche tra i medici che hanno dai 35 ai 39 anni: il 51,9%. Per avere una netta supremazia degli uomini bisogna arrivare alla soglia dei 50 anni. Da quell’età in poi trovare un medico donna è assai più difficile: solo il 14% nella fascia d’età che va dai 60 ai 69 anni. Tutti professionisti, però, prossimi alla pensione. “Tra 15 anni, massimo 20 – ha spiegato Gabriele Peperoni, vicepresidente della Fnomceo – il Servizio sanitario nazionale italiano diventerà un feudo al femminile. Le migliaia di professionisti che andranno in pensione saranno sostituiti perlopiù da donne. E il trend delle iscrizioni alla Facoltà di Medicina ne è la conferma”. Secondo i dati del Miur sugli specializzati, il trend a favore dei ‘camici rosa’ è iniziato dal 2000 e si è mantenuto costante per sei anni. Nello specifico, nel 2000 si sono specializzati 3.367 maschi e 3.430 donne. Nel 2001 gli specialisti ‘con la barba’ hanno toccato le 3.201 unità, a fronte di 3.459 donne. Nel 2002, a fronte di 3.730 maschi, si sono specializzate 3.970 donne. E dal 2003 in poi la differenza è ancora più netta. Nel 2003 si sono specializzati 3.229 ragazzi e 3.796 ragazze. Nel 2004 i maschi sono stati 3.595 a fronte di 4.422 dottoresse. Nel 2005, 3.462 maschi e 4.612 donne. E’ infine nel 2006 che il solco si è fatto ancora più profondo: a specializzarsi sono stati 3.573 medici, a fronte di 4.817 colleghe donne. Dalla ricerca della Fnomceo, analizzando i professionisti per genere e specialità, un dato su tutti salta agli occhi: la maggior parte delle donne diventa pediatra. Oltre 9 mila su un totale di 18.846 medici dei bambini. Anche tra i neuropsichiatri infantili a ‘dettar legge’ sono i medici ‘in gonnella’: 1.387 su 2.368, il 58%. Tante anche le genetiste: oltre il 48% del totale. Poche, invece, le oncologhe. Poco più di mille su 3.755 totali. Pochissime le specializzate in ortopedia: solo 369 su 7.219, il 5% del totale. Percentuali bassissime anche nella cardiochirurgia (4,5%), nella neurochirurgia (7,4%) e nella chirurgia generale (9,4%). “Il problema – ha osservato Peperoni – è che ci sono specialità in cui le donne sono orientate. Mentre altre, come l’ortopedia, l’urologia, la cardiochirurgia, rischiano di svuotarsi”. Malgrado il numero dei medici ‘in rosa’ sia sempre più corposo, la corsa al potere delle donne in sanità sembra però in salita. La loro presenza nei posti di comando è ancora molto bassa. Ad esempio, su 2.282 consiglieri dell’Ordine dei medici e degli odontoiatri, solo 361 sono donne, il 16%. Percentuale che si abbassa ulteriormente tra i professori ordinari di Medicina e chirurgia: su 2.018 docenti solo 167 sono donne, poco più dell’8%. Dall’indagine emerge infine che il 30% delle donne medico ai vertici della carriera sono single o separate. Il 30% non ha figli e il 20% ha un solo figlio.
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