mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
25 Ottobre 2012

IVABRADINA RIDUCE DRASTICAMENTE I SINTOMI NEI PAZIENTI CON TACHICARDIA SINUSALE INAPPROPRIATA

Il farmaco, un bloccante della corrente I(f), è in grado di attenuare selettivamente l’alta frequenza di scarica delle cellule del nodo del seno, causa di tachicardia sinusale inappropriata. I ricercatori del Centro delle aritmie e di elettrofisiologia del Policlinico San Donato, IRCCS, di Milano hanno esaminato gli effetti di ivabradina in uno studio controllato verso placebo, in doppio cieco, con cross-over, in 21 pazienti, 10 randomizzati a placebo e 11 a ivabradina (5 mg due volte al dì), per 6 settimane, che presentavano questa patologia cardiaca. Ogni paziente è stato sottoposto a valutazione dei sintomi e della frequenza cardiaca all’inizio e alla fine di ciascuna fase di trattamento. Dopo aver assunto ivabradina, i pazienti hanno osservato la scomparsa di più del 70% dei sintomi (rischio relativo: 0,25) e assenza completa in quasi la metà di essi (47%). Questi effetti sono stati associati a una riduzione significativa della frequenza cardiaca a riposo (da 88 a 76 battiti/min; p = 0,011), in posizione eretta (da 108 a 92 battiti/min; p = 0,0001), nelle 24 ore (da 88 a 77 battiti/min; p = 0,001) e sotto sforzo (da 176 a 158 battiti/min; p = 0,001). La somministrazione di ivabradina è stata associata anche a un aumento significativo della performance durante esercizio. Nessun effetto collaterale di tipo cardiovascolare è stato registrato nei pazienti che assumevano il farmaco.

Journal of the American College of Cardiology
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