lunedì, 25 ottobre 2021
Medinews
15 Aprile 2014

ITALIA ULTIMA IN UE PER TEMPI ACCESSO ALLE CURE CONTRO IL CANCRO AL PANCREAS

La rivoluzione contro il tumore del pancreas arriva dalle nanoparticelle, che riescono oggi a bombardare dall’interno questa malattia, finora impermeabile ai farmaci tradizionali. La sopravvivenza dei pazienti aumenta del 27% e migliora qualità di vita. “Attendevamo questo passo avanti da oltre vent’anni, dopo decine di insuccessi. Ma il nab-paclitaxel, la nuova molecola, attende ancora il via libera dall’AIFA – ha commentato il presidente AIOM Stefano Cascinu –. Nel nostro Paese il cancro del pancreas colpisce ogni anno 12mila persone, ma il farmaco non è disponibile nemmeno nell’elenco speciale istituito dalla legge 648, che prevede l’utilizzo immediato di molecole per patologie orfane, in mancanza di alternativa terapeutica. L’urgenza è grande e l’AIOM ha nel frattempo lanciato la campagna PanCrea: creiamo informazione, per sensibilizzare medici e cittadini sulla prevenzione e sulle innovazioni nei trattamenti”. Una patologia non sempre gestita bene, come ha rivelato in questi giorni il rapporto Euro Pancreatic Cancer Index (EPCI), la prima comparazione mai effettuata sul trattamento del tumore del pancreas nel Vecchio Continente. Secondo il documento, l’80% dei Paesi della UE non segue i pazienti nella maniera corretta. Il nab-paclitaxel è già utilizzato con successo contro le neoplasie del seno che non rispondono a trattamenti precedenti perché, a differenza degli altri taxani, non presenta reazioni di ipersensibilità e ha dimostrato di aumentare la sopravvivenza.
TORNA INDIETRO