giovedì, 30 giugno 2022
Medinews
2 Settembre 2011

ITALIA: COME È CAMBIATO LO SCENARIO CLINICO DEL CARCINOMA EPATICO NEGLI ULTIMI VENT’ANNI

I dati, almeno fino al 2001, indicano un aumento delle diagnosi di tumore incidentale, rispetto al sintomatico, in stadio più basso e con migliore sopravvivenza

Nel nostro Paese, le variazioni dell’eziologia della malattia epatica e la migliore gestione del carcinoma epatico possono avere modificato lo scenario clinico di questo tumore negli ultimi vent’anni. Lo studio retrospettivo pubblicato sulla rivista Journal of Hepatology (leggi abstract originale), basato sull’analisi del database di ITA.LI.CA (Italian Liver Cancer Group), ha incluso 3027 pazienti con carcinoma epatico arruolati in 11 centri. I pazienti sono stati divisi in 3 gruppi secondo il periodo di diagnosi del carcinoma epatico: 1987 – 1996 (anno di pubblicazione dei criteri di Milano), 1997 – 2001 (anno di pubblicazione delle linee guida dell’EASL per il carcinoma epatico) e 2002 – 2008. I risultati suggeriscono variazioni importanti, che comprendono: 1) progressivo invecchiamento dei pazienti; 2) prevalenza crescente di infezione da HCV fino al 2001, con una successiva diminuzione associata all’aumento dell’eziologia alcolica; 3) miglioramento della funzionalità epatica fino al 2001; 4) aumento delle diagnosi ‘incidentali’ a discapito di quelle ‘sintomatiche’ fino al 2001; 5) immutata prevalenza dei tumori durante la sorveglianza (intorno al 50%), con un crescente uso delle schedule di 6 mesi; 6) favorevole ‘migrazione di stadio’ del carcinoma epatico fino al 2001; 7) aumentata applicazione di ablazione percutanea; 8) miglioramento della sopravvivenza fino al 2001. In conclusione, negli ultimi vent’anni, molte caratteristiche eziologiche e cliniche che riguardano il carcinoma epatico sono cambiate. La migliore sopravvivenza osservata fino al 2001 sembra imputabile al più alto numero di diagnosi del tumore in stadio precoce e a un background di cirrosi compensata, oltre a un uso migliore e sempre maggiore di trattamenti loco-regionali. Tuttavia, la prevalenza di tumori in fase precoce e la sopravvivenza non sono migliorate ulteriormente nell’ultimo periodo (2002 – 2008). Dato, questo, che dovrebbe stimolare politiche nazionali volte a implementare programmi di sorveglianza nei pazienti a rischio.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2011
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