martedì, 4 ottobre 2022
Medinews
15 Dicembre 2014

ISTAT: IN QUATTRO ANNI PERSI NEL SSN 22.800 POSTI DI LAVORO

Nel servizio sanitario nazionale calano le unità di personale e i redditi lordi. E’ quanto ha evidenziato l’ISTAT che nei giorni scorsi ha pubblicato i conti economici annuali delle amministrazioni pubbliche. Nel 2010 risultavano 695.100 dipendenti in Asl, ospedali, IRCCS e policlinici universitari che sono scesi a 672.900 nel 2013. Il calo è stato del 3,28%, pari a 22.800 posti di lavoro. Sul piano delle unità di personale la sanità perde poco meno della media degli altri comparti. Forte è la discesa delle retribuzioni per i lavoratori del SSN. La perdita secca procapite, nel confronto tra il 2010 e il 2013, è di circa 1.000 euro, quasi il doppio di quella del complesso della pubblica amministrazione. Da considerare, infine, che questi calcoli non tengono conto della perdita di valore d’acquisto legata all’andamento dell’inflazione che, se è pur vero che sia molto calata nell’ultimo periodo, ha comunque pesato per l’1,5% nel 2010, il 2,8% nel 2011, il 3% nel 2012 e l’1,2% nel 2013. Indici che comportano inevitabilmente un innalzamento della perdita reale del valore delle retribuzioni per i 672.900 operatori (rimasti) del SSN.
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