mercoledì, 8 febbraio 2023
Medinews
21 Settembre 2010

IPERTENSIONE INDOTTA DA SUNITINIB SAREBBE LEGATA A ELEVAZIONE DI ENDOTELINA-1

In studi sperimentali, il farmaco è stato associato a soppressione del sistema renina-angiotensina e a disfunzione microvascolare generalizzata

L’inibizione dell’angiogenesi con sunitinib, inibitore multitarget della tirosin-chinasi che agisce sul recettore del VEGF (vascular endothelial growth factor), è associata a ipertensione e tossicità cardiaca, sebbene il meccanismo fisiopatologico non sia ancora stato definito. Ricercatori olandesi hanno esaminato gli effetti di sunitinib sulla pressione arteriosa (PA), il ritmo circadiano e i potenziali meccanismi coinvolti, che includono anche il sistema dell’endotelina-1, in 15 pazienti con carcinoma renale metastatico o tumori stromali gastrointestinali. Lo studio pubblicato nella rivista Hypertension (leggi abstract originale) ha incluso anche l’esame degli effetti del sunitinib su PA, livelli sierici di endotelina-1, funzione microvascolare delle coronarie, struttura cardiaca e funzione mitocondriale cardiaca in ratti. Nei pazienti, la PA è aumentata di circa 15 mmHg in seguito a somministrazione di sunitinib, la frequenza cardiaca è diminuita dopo 4 settimane di trattamento, mentre l’abbassamento notturno della PA si è ridotto. La concentrazione plasmatica di endotelina-1 è aumentata di 2 volte (p < 0.05) e la renina plasmatica è diminuita (p < 0.05), mentre le catecolamine plasmatiche e la funzione renale sono rimaste invariate. Nei ratti, 8 giorni di trattamento con il farmaco hanno portato ad elevazione della PA di circa 30 mmHg, ad attenuazione del ritmo circadiano della PA e ad aumento di 3 volte della endotelina-1 e della creatinina sieriche. Tutti questi effetti, eccetto quello sulla creatinina, erano reversibili con la sospensione del sunitinib. Studi di funzionalità coronarica microvascolare dopo 8 giorni di somministrazione di sunitinib hanno suggerito una ridotta risposta a bradichinina, angiotensina II e sodio nitroprussiato, che si sono tutte normalizzate dopo sospensione del farmaco. La struttura cardiaca e la funzione mitocondriale cardiaca non sono risultate alterate.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 9 – Settembre 2010
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