lunedì, 30 novembre 2020
Medinews
12 Maggio 2011

INVASIONE MICROVASCOLARE NEL CARCINOMA EPATICO

La multifocalità osservata alla risonanza magnetica prima del trapianto, tra tutti i parametri, sembra essere l’unico fattore predittivo

Ricercatori della New York University, Langone Medical Center, hanno esaminato la correlazione tra i parametri clinico-patologici e di risonanza magnetica (MRI) con la presenza di invasione microvascolare all’esame isto-patologico nei pazienti con carcinoma epatico che si sottopongono a trapianto di fegato. Nello studio retrospettivo effettuato in unico centro e pubblicato sulla rivista American Journal of Roentgenology (leggi abstract originale) i ricercatori hanno esaminato 60 pazienti (47 uomini e 13 donne, età media 58 anni) che avevano ricevuto diagnosi di carcinoma epatico ed erano stati sottoposti a trapianto di fegato, preceduto da MRI eseguita entro i 90 giorni precedenti al trapianto. Due osservatori hanno analizzato i seguenti parametri tumorali: numero delle lesioni, dimensioni, intensità del segnale T1 e T2, margini, presenza di capsula o pseudo-capsula, distanza dal vaso più vicino, distanza dalla capsula epatica ed ‘enhancement’ tumorale quantitativo. La dimensione e il numero delle lesioni di carcinoma epatico, la differenziazione tumorale e la presenza o assenza di invasione microvascolare sono state determinate anche all’esame isto-patologico. Gli odds ratio (OD) sono stati calcolati e l’analisi di regressione logistica è stata applicata per valutare l’utilità dei parametri clinico-patologici e d’immagine per la previsione di invasione microvascolare. Nessuno dei parametri clinici o morfologici e delle caratteristiche di ‘enhancement’ alla MRI del carcinoma epatico è risultato predittivo di invasione microvascolare. La multifocalità del tumore, alla MRI e all’esame patologico, era la sola variabile che permetteva la previsione di invasione microvascolare (OR = 2.43 e p = 0.013 per MRI; OR = 1.94 e p = 0.013 per l’esame patologico) e la presenza di tre o più lesioni alla MRI e quattro o più all’esame patologico mostrava elevata specificità (88.2% e 91.2%, rispettivamente) per la previsione di invasione microvascolare. In definitiva, la multifocalità tumorale all’esame MRI rappresenterebbe l’unico parametro che si correla significativamente con la comparsa di invasione microvascolare; tutte le altre caratteristiche tumorali rilevate con la MRI non sono altrettanto predittive.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 5 – Maggio 2011
TORNA INDIETRO