La sua osservazione è fattore predittivo indipendente nel tumore non metastatico confinato all’organo, la sopravvivenza in questi pazienti è simile alla malattia localmente avanzata
Ricercatori della University of Texas, Southwestern Medical Center di Dallas, hanno valutato l’effetto dell’invasione linfovascolare (LVI) sulla sopravvivenza libera dalla malattia (DFS) e cancro-specifica (CSS) in pazienti con carcinoma renale a cellule chiare clinicamente localizzato. Pazienti con queste caratteristiche e trattati chirurgicamente tra il 1997 e il 2010 sono stati identificati ed è stata condotta una revisione retrospettiva delle cartelle cliniche per valutare gli esiti clinici. Una seconda revisione patologica indipendente è stata condotta da un unico patologo per confermare lo stato di LVI. Le caratteristiche patologiche sono state quindi correlate agli esiti clinici utilizzando analisi di Kaplan-Meier e di regressione di Cox. La coorte dello studio, pubblicato sulla rivista Urological Oncology (leggi abstract), comprendeva 419 pazienti con carcinoma renale a cellule chiare clinicamente localizzato, non metastatico; 333 di questi presentavano malattia confinata all’organo (pT1-2, N qualsiasi e M0). La presenza di LVI è stata confermata nel 14.3% dei pazienti non metastatici. In tutti questi pazienti la presenza di LVI è stata significativamente correlata a più breve DFS (p < 0.001) e CSS (p = 0.001) in analisi di Kaplan-Meier. Nei casi di carcinoma renale a cellule chiare, non metastatico, confinato all’organo, la presenza di LVI è risultata fattore predittivo significativo di DFS (hazard ratio = 0.40; p = 0.026) e CSS (hazard ratio = 12.7; p = 0.01) in analisi multivariata. In analisi di Kaplan-Meier, i pazienti con carcinoma renale confinato all’organo, che erano risultati positivi a LVI, avevano DFS (p = 0.957) e CSS (p = 0.799) simili ai pazienti che mostravano tumori localmente avanzati (pT3-pT4, N qualsiasi, M0). In conclusione, in questo studio la presenza di LVI è risultata fattore predittivo indipendente di DFS e CSS in pazienti con carcinoma renale a cellule chiare, non metastatico, confinato all’organo. La positività a LVI nei pazienti con altri tipi patologici di carcinoma renale a cellule chiare confinato all’organo conferisce esiti oncologici simili a quelli dei pazienti con malattia localmente avanzata. Se confermato in altri studi, le future revisioni del sistema di stadiazione TNM (tumore-linfonodi-metastasi) potrebbero incorporare lo stato di invasione linfovascolare nell’algoritmo prognostico dei pazienti con carcinoma renale.Renal Cancer Newsgroup – Numero 3 – Marzo 2013