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26 Gennaio 2011

INVASIONE DEL GRASSO E SOPRAVVIVENZA NEL CARCINOMA RENALE

Il rischio di morte è più alto se nei pazienti il trombo neoplastico venoso si manifesta con invasione del grasso perirenale o del seno renale, ma ancor più se entrambi sono interessati

L’effetto della presenza e dell’estensione della neoplasia al grasso in sede perirenale o al seno renale o in entrambe le localizzazioni sulla mortalità cancro-specifica è stata investigata in pazienti con carcinoma renale e trombo neoplastico venoso. Urologi dell’Università Vita-Salute, San Raffaele di Milano e degli Spedali Riuniti di Bergamo hanno esaminato 184 pazienti consecutivi con carcinoma renale e trombo neoplastico venoso sottoposti a nefrectomia tra il 1987 e il 2007. L’associazione con la mortalità cancro-specifica è stata valutata attraverso modelli di analisi univariata e multivariata del rischio proporzionale di Cox. I pazienti sono stati seguiti per un follow-up mediano di 21 mesi. Lo studio pubblicato nella rivista British Journal of Urology International (leggi abstract originale) ha indicato associazioni con la sopravvivenza libera da mortalità cancro-specifica a 5 anni del 75%, 36% e del 20% nei pazienti con trombo neoplastico venoso che rispettivamente non invadeva il grasso, oppure con invasione perirenale o del seno renale e quelli con trombo venoso e invasione sia del grasso perirenale che del seno renale (p < 0.001). In analisi multivariate, l’invasione del grasso perirenale o del seno renale è stata associata a un rischio doppio e l’interessamento di entrambi ad un rischio triplicato di mortalità cancro-specifica, rispetto ai tumori che si limitavano al trombo neoplastico venoso. L’inclusione della variabile che descrive la presenza e l’estensione dell’invasione del grasso tumorale in un modello base che includeva lo stadio pT, il grado Fuhrman e la presenza di malattia linfonodale o di metastasi significativamente migliorava l’accuratezza della previsione (+ 2.1; p < 0.001) nei pazienti con trombo neoplastico venoso. Gli autori suggeriscono una più accurata valutazione dell’invasione perirenale e la sua inclusione negli esami di routine per migliorare la stratificazione del rischio di questi pazienti.


Renal Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2011
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