sabato, 28 novembre 2020
Medinews
12 Gennaio 2011

INTERFERONE PEGILATO PER LA RECIDIVA INTRAEPATICA DEL CARCINOMA DA HCV GIÀ TRATTATO

La terapia migliora il tasso di sopravvivenza dei pazienti e previene la seconda recidiva in quelli con risposta virologica sostenuta

Il tasso di sopravvivenza dei pazienti con carcinoma epatico, originato da infezione del virus dell’epatite C (HCV) e già trattato, migliora con la somministrazione di interferone pegilato (PEG-IFN). Ricercatori della Okayama University Graduate School of Medicine, Dentistry and Pharmaceutical Sciences in Giappone hanno valutato l’efficacia della terapia con PEG-IFN dopo trattamento curativo del carcinoma epatico nella prevenzione delle recidive. Nello studio sono stati arruolati 37 pazienti con carcinoma epatico e infezione da virus dell’epatite C, ai quali è stato somministrato PEG-IFN dopo altre terapie (gruppo PEG-IFN), e 145 controlli non trattati (gruppo non-IFN). Le percentuali di sopravvivenza globale e di sopravvivenza libera da recidiva sono state comparate nei due gruppi e i fattori di predisposizione alla recidiva e alla sopravvivenza sono stati analizzati. Le percentuali sono state anche esaminate con analisi della misura di propensione a coppie per minimizzare i bias di selezione. Il periodo di follow-up mediano è stato 3.7 anni. La percentuale di sopravvivenza a 5 anni nel gruppo PEG-IFN (91%) era significativamente più alta di quella osservata nel gruppo non-IFN (56%; p < 0.01). Il tasso di seconda recidiva, non della prima, del carcinoma epatico nel gruppo di pazienti che hanno mostrato risposta virologica sostenuta (RVS), era più basso di quello osservato nel gruppo non-IFN (p = 0.03). Un miglioramento della sopravvivenza con PEG-IFN e il basso tasso di seconda recidiva nel gruppo con RVS sono stati osservati anche all’analisi della misura di propensione a coppie. L’analisi multivariata ha evidenziato la terapia PEG-IFN e gli elevati livelli di albumina sierica quali validi fattori prognostici per la sopravvivenza. Sebbene la bassa albumina sierica e i tumori di grandi dimensioni e multipli fossero fattori di rischio per la prima recidiva, la mancata RVS e bassi livelli sierici di albumina erano identificati quali fattori di rischio per la seconda recidiva. Lo studio pubblicato nella rivista International Journal of Clinical Oncology (leggi abstract originale) indica quindi un aumento della percentuale di sopravvivenza dopo terapia con PEG-IFN del carcinoma epatico e una correlazione tra la RVS e la prevenzione della recidiva.


Liver Cancer Newsgroup – Numero 1 – Gennaio 2011
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