venerdì, 30 luglio 2021
Medinews
11 Gennaio 2011

INTERFERONE IN PAZIENTI CON CARCINOMA EPATICO ED EPATITE VIRALE CRONICA

Una meta-analisi di ricercatori cinesi conferma l’efficacia dell’interferone (IFN) nel ridurre il rischio globale del tumore in pazienti con infezione cronica da virus dell’epatite C (HCV), ma non in altre sottopopolazioni. La letteratura riguardante gli effetti del trattamento con IFN sullo sviluppo e la progressione del carcinoma epatico in pazienti con infezione virale cronica è molto controversa. L’obiettivo primario della meta-analisi pubblicata nella rivista International Journal of Cancer (leggi abstract originale) era valutare l’effetto di IFN sul rischio di carcinoma epatico in pazienti con infezione cronica da HCV o virus dell’epatite B (HBV), oltre all’efficacia del farmaco sulla progressione tumorale locale e sulla sopravvivenza dei pazienti con malattia in stadio avanzato. Per l’analisi sono stati raccolti tutti i trial randomizzati, controllati che hanno comparato IFN rispetto a nessun trattamento. I ricercatori della Tianjin Medical University hanno identificato 11 studi, che includevano 1772 pazienti che incontravano i criteri di inclusione per la meta-analisi. I risultati dell’analisi hanno indicato che IFN ha significativamente ridotto l’incidenza globale di carcinoma epatico nei pazienti con infezione cronica da HCV (rischio relativo [RR] = 0.39, intervallo di confidenza [IC] 95%: 0.26 – 0.59; p = 0.000). L’analisi di sottogruppo ha suggerito una riduzione dell’incidenza di carcinoma epatico con IFN nei pazienti con cirrosi conseguente a HCV (RR = 0.44, IC 95%: 0.28 – 0.68; p = 0.000), ma l’incidenza di carcinoma nei non-responder alla terapia antivirale iniziale non è stata ridotta con la terapia di mantenimento con IFN (RR = 0.96, IC 95%: 0.59 – 1.56; p = 0.864). I risultati dell’analisi hanno anche dimostrato che IFN non ha significativamente alterato la percentuale globale di carcinoma epatico nei pazienti con infezione cronica da HBV sebbene esistesse un trend a favore della terapia con IFN (RR = 0.23, IC 95%: 0.05 – 1.04; p = 0.056). Inoltre, IFN non ha migliorato significativamente la sopravvivenza globale a un anno nei pazienti con epatocarcinoma in stadio avanzato (RR = 1.61, IC 95%: 0.96 – 2.69; p = 0.072); comunque, non è stato possibile condurre un’analisi quantitativa sulla progressione tumorale locale per mancanza di definizioni unificate tra i trial inclusi nello studio.
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