mercoledì, 21 aprile 2021
Medinews
28 Agosto 2012

INFLUENZA DELLA CHEMIOTERAPIA SULLO STATO DI MUTAZIONE EGFR NEI PAZIENTI CON TUMORE DEL POLMONE NON A PICCOLE CELLULE

La chemioterapia potrebbe ridurre in questi pazienti la frequenza della mutazione EGFR (recettore del fattore di crescita epidermico). La mutazione EGFR è fattore predittivo di risposta al trattamento con inibitori tirosin-chinasici di EGFR nei pazienti con cancro polmonare non a piccole cellule (NSCLC), tuttavia, non è chiaro se la chemioterapia alteri lo stato di mutazione EGFR nel tumore NSCLC. Lo studio, pubblicato sul Journal of Clinical Oncology (leggi abstract), ha esaminato l’effetto del trattamento chemioterapico sulle mutazioni EGRF nel plasma e in tessuti tumorali di pazienti con NSCLC. I ricercatori cinesi, in collaborazione con colleghi statunitensi, hanno esaminato i campioni provenienti da 3 coorti: nella prima, campioni di sangue erano stati prelevati prima e dopo la chemioterapia da 264 pazienti con NSCLC in stadio avanzato trattati con chemioterapia di prima linea; nella seconda, tessuti tumorali erano stati prelevati prima e dopo la chemioterapia neoadiuvante da 63 pazienti con tumore allo stadio IIb – IIIb; nella terza, 79 pazienti con NSCLC avanzato erano stati sottoposti a chirurgia palliativa. Lo stato di mutazione EGFR è stato determinato e analizzato per definire il potenziale impatto della chemioterapia. I risultati indicano che nella prima coorte mutazioni EGFR sono state rilevate nel 34.5% (91 su 264) dei campioni di plasma prelevati prima della chemioterapia, ma solo nel 23.1% (61 di 264) di quelli ottenuti dopo il trattamento. La diminuzione del tasso di mutazione EGFR dopo la chemioterapia era statisticamente significativa (p < 0.001). I pazienti che hanno mostrato una variazione dello stato delle mutazioni, da positivo a negativo, in seguito alla chemioterapia hanno avuto una migliore risposta parziale (PR) rispetto a quelli che hanno manifestato l’inversione opposta (p = 0.037). Una riduzione simile del tasso di mutazione EGRF è stata osservata nei tessuti dopo chemioterapia neoadiuvante (34.9%, 22 di 63, vs 19.0%, 12 di 63; p = 0.013) prelevati dai pazienti della seconda coorte. Nella terza coorte, il 38.0% dei tumori (30 di 79) ha mostrato una eterogeneità intra-tumorale della mutazione EGFR, mentre il 62.0% (49 di 79) era omogeneo, sia con mutazione EGFR che nessuna. Lo studio, quindi, suggerisce che la chemioterapia può ridurre la frequenza di mutazione EGFR in pazienti con NSCLC, probabilmente come risultato di una risposta preferenziale di sottocloni con mutazioni EGRF nei tumori con popolazioni eterogenee di cellule tumorali.
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