lunedì, 18 ottobre 2021
Medinews
27 Gennaio 2017

Influence of Statins and Cholesterol on Mortality Among Patients With Pancreatic Cancer

Recent studies have suggested associations between statins and enhanced survival among patients with pancreatic ductal adenocarcinoma (PDAC). However, the relationship between statins, cholesterol, and survival remains unclear. We conducted a retrospective cohort study on 2142 PDAC patients in a regional integrated healthcare system from 2006 to 2014. Electronic pharmacy records were used to abstract information on the type, length, and dosage of statin … (leggi tutto)

Questo studio allunga la lista di analisi retrospettive che esplorano la possibile associazione tra l’assunzione di vari farmaci “concomitanti” e la prognosi dei pazienti oncologici, nel caso specifico la possibile associazione tra l’assunzione di statine e la prognosi di pazienti affetti da adenocarcinoma del pancreas. I risultati pubblicati sul Journal of the National Cancer Institute sono interessanti, in quanto suggeriscono che l’assunzione di statine possa essere associata ad un miglioramento dell’aspettativa di vita: precedentemente, altri studi avevano già suggerito un possibile ruolo protettivo delle statine sul rischio di sviluppare un tumore del pancreas. Un limite di questi studi è che spesso, raccogliendo l’informazione retrospettivamente, sono largamente imprecisi in termini di durata dell’esposizione ai farmaci concomitanti: questo studio, pur con tali limiti intrinseci delle analisi retrospettive, si sforza di limitare tale bias, presentando non solo un’analisi che valutava l’impiego di statine “in qualunque momento” (sia prima che dopo la diagnosi di tumore), ma anche un’analisi che considerava il solo impiego delle statine precedente alla diagnosi oncologica. Peraltro, gli autori provano a capire se il presunto effetto anti-tumorale delle statine sia mediato dall’attività sul livello di colesterolo, o sia indipendente da questa: i risultati suggeriscono che non sia l’abbassamento del colesterolo a mediare il miglioramento della sopravvivenza. Nel complesso, i risultati sono sicuramente intriganti, sebbene da inserire nella nutrita lista delle analisi retrospettive “generatrici di ipotesi”.
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