martedì, 24 novembre 2020
Medinews
9 Dicembre 2008

INFERMIERI, METODO SCIENTIFICO DIRÀ QUANTI NE SERVONO

L’annosa questione della definizione oggettiva dell’effettiva carenza di infermieri in Italia, evidenziata anche dall’OCSE, potrebbe presto essere affrontata anche grazie a un metodo interamente “made in Italy” che consentirà di misurare su basi scientifiche l’effettivo fabbisogno di personale infermieristico, reparto per reparto, e calcolare con precisione “millimetrica” le necessità assistenziali infermieristiche del Servizio Sanitario Nazionale. Nei prossimi giorni, promosso dalla Federazione Nazionale dei Collegi IPASVI, partirà uno studio osservazionale multicentrico su un metodo denominato MAP (Metodo Assistenziale Professionalizzante), che per definire il fabbisogno di infermieri e di operatori socio sanitari si basa sulla valutazione della complessità assistenziale del ricoverato. Lo studio coinvolgerà ben 120 Aziende Sanitarie e Ospedaliere distribuite su tutto il territorio nazionale: a partire dai reparti di Medicina e Chirurgia gli infermieri sperimenteranno il nuovo metodo di calcolo delle necessità di assistenza dei ricoverati e, in caso di esito positivo della sperimentazione, il metodo sarà messo a disposizione e potrà essere adottato dalle Strutture sanitarie. Secondo i dati dell’Ipasvi rafforzati dal rapporto dall’OCSE, in Italia mancano all’appello almeno 60 mila infermieri: ma questo dato si basa su stime del rapporto infermieri/popolazione e non è mai stato rapportato alle effettive esigenze di assistenza infermieristica degli assistiti e a contesti sanitari specifici. “La carenza di infermieri è una delle questioni aperte per il Servizio sanitario nazionale e potrebbe anche essere collegato a modalità non omogenee e non razionali di definire il fabbisogno” – ha affermato Annalisa Silvestro, presidente dell’IPASVI – “spesso si rilevano un’assegnazione e una distribuzione inadeguata delle risorse e anche questo può costringere gli infermieri a un surplus di lavoro, con il ricorso a straordinari e doppi turni e produrre un abbassamento dei livelli di assistenza”. Finora alla carenza si è cercato di ovviare con il ricorso a infermieri immigrati, ma per la definizione del loro fabbisogno si continuano a utilizzare metodi empirici o consuetudinari. Manca una mappa dettagliata del problema. “Quello del fabbisogno di infermieri è un tema complesso” – ha aggiunto Silvestro – “che richiede criteri oggettivi di computo e metodi razionali per la distribuzione e redistribuzione delle risorse professionali: con questo metodo proponiamo un approccio scientifico, basato sulla centralità del paziente e sulle sue effettive esigenze”.
TORNA INDIETRO