mercoledì, 6 luglio 2022
Medinews
8 Febbraio 2011

INFARTO E ICTUS: TERAPIA CRONICA CON FANS E COX-2 AUMENTA I RISCHI

Una delle più ampie ricerche finora condotte sui possibili effetti collaterali di medicinali molto diffusi come ibrupofene, diclofenac, naprossene e altri farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans), e sugli inibitori selettivi della ciclo-ossigenasi o Cox-2, ha portato i ricercatori dell’Università di Berna, in Svizzera, a concludere che tali molecole, comunemente utilizzate a lungo temine per il trattamento dell’artrite, ma anche per la cura di altre patologie o disturbi comuni, possono incrementare i rischi di infarto e ictus. Lo studio, di recente pubblicato sul British Medical Journal, ha analizzato 31 precedenti ricerche sull’argomento e ha riguardato 116.000 pazienti che hanno assunto antidolorifici regolarmente, soprattutto per la cura dell’artrite. Dai risultati emerge che due Cox-2 e cioè rofecoxib e lumiracoxib sono stati associati con un raddoppio del rischio di infarto, un altro, etoricoxib, e il Fans diclofenac con un rischio quattro volte maggiore di infarto, mentre l’ibruprofene, altro Fans, comporta un rischio tre volte superiore di ictus. Nell’indagine si sono rilevate più modeste le interazioni a livello cardiovascolare del Fans naprossene. “In conclusione – afferma uno degli autori dello studio, Peter Juni -, le opzioni per il trattamento del dolore cronico muscolosceletrico appaiono limitate, e sia pazienti che medici al momento della prescrizione devono essere consapevoli che il rischio cardiovascolare va tenuto in debita considerazione”. Il rapporto tra benefici e rischi dei Fans e dei farmaci Cox-2 deve essere valutato attentamente per i trattamenti di lungo-periodo.

ASCA
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